Sopravvissuti all'incidente "Pensavamo fosse finita"

I racconti dei passeggeri a bordo del Frecciarossa deragliato ieri mattina: "Ci siamo ritrovati sottosopra", "Mi sono aggrappata al sedile con tutte le mie forze", "Siamo miracolati"

Sopravvissuti all'incidente "Pensavamo fosse finita"

Chiara sa di essere una "miracolata", Micaela ha pensato al peggio e Alex ha trovato conforto in uno sconosciuto. Tutti sanno di essere dei sopravvissuti al deragliamento del Frecciarossa, che ieri mattina intorno alle 5.30 è uscito dai binari nel Lodigiano. Due macchinisti sono morti, mentre un'altra trentina di persone sono rimaste ferite.

I racconti dei passeggeri, che erano a bordo del treno, hanno tutti in comune la consapevolezza che, ieri mattina, la differenza tra la vita e la morte è stata solo una questione di fortuna. Sul Frecciarossa viaggiava Alez, un ragazzo di 28 anni che ha ripercorso i terribili attimi del deragliamento: "Ero nella carrozza con altre due persone. Un grosso rumore e ci siamo trovati sottosopra", ha detto, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. "Pensavamo che fosse finita perché obiettivamente se ti ribalti con un treno a 300 all'ora...- continua il 28enne- Avevo davanti a me un ragazzo di colore che mi ha guardato e mi ha detto: 'penso sia finita'. E io: 'sì, forse hai ragione'. Ci siamo tenuti la mano, ma poi ci siamo guardati: eravamo salvi... Era tutto chiuso, c'era puzza di zolfo, abbiamo trovato un finestrino mezzo rotto, l'abbiamo preso a calci e siamo usciti. Non è stata un'esperienza bella ma possiamo raccontarla quindi va bene".

A bordo del treno c'era anche Chiara, psicologa 30enne, portata al pronto soccorso di Lodi dopo l'incidente, ma già dimessa nel pomeriggio di ieri. Il Frecciarossa avrebbe dovuto portarla ad Arezzo per lavoro. Per lei, i rumori e i movimenti erano simili a quelli che si sentono "sulle montagne russe". E racconta: "Abbiamo sentito un botto e poi sballottamenti, valigie cadute, rumori... saranno stati trenta o quaranta secondi ma mi sono sembrati lunghi come dieci minuti. Mi sono aggrappata con tutte le mie forze al sedile... è andata bene, sono fortunata, miracolata. Adesso sono tranquilla ma so bene che poi, a casa, arriverà l'ondata di paura".

Anche Micaela, 24enne che lavora per il servizio bar del treno, ha avuto paura. Uno dei suoi colleghi, infatti, stava servendo i passeggeri nelle prime carrozze, mentre lei e un'altra collega si trovavano nel vagone bar, il terzo. "Si sono spente le luci, i vetri hanno cominciato a tremare e sono scoppiati i finestrini- racconta la ragazza- Mi sono messa sotto il bancone e lì sono rimasta per due o tre minuti, finché il convoglio non si è fermato. È stato traumatico. La collega è stata sbalzata nel nostro bagnetto di servizio e il collega non si trovava. Abbiamo pensato al peggio finché non lo abbiamo visto davanti alle carrozze di testa".

A raccontare il traumatico incidente è stato anche un ragazzo di 21 anni, un altro dei sopravvissuti al deragliamento, portato al pronto soccorso di Piacenza, che confessa di aver creduto "di essere morto": "Sono musulmano, ho chiuso gli occhi e ho pregato", aveva raccontato a poche ore dal deragliamento, descrivendo "una botta violenta, un boato fortissimo", sentito improvvisamente, mentre il treno viaggiava a gran velocità.

In osservazione all'ospedale di Lodi è stato portato anche il capotreno, Davide, che da quei vagoni è uscito avvolto nel silenzio e con la divisa strappata. L'unico rimasto ricoverato è il 39enne peruviano, addetto alle pulizie del Frecciarossa che, quando il treno è deragliato, è caduto, fratturandosi la gamba sinistra: si tratterebbe di una frattura scomposta e dobrebbe essere operato oggi.