Sorelle morte per la caduta di un albero: indagati i due titolari del campeggio

I titolari del campeggio sarebbero indagati per omicidio colposo. Intanto, il padre delle due sorelline chiede giustizia: "Si può morire per un albero?''

Sorelle morte per la caduta di un albero: indagati i due titolari del campeggio

Ci sono due indagati per la morte di Janat e Malak, le due sorelle marocchine di 3 e 14 anni, schiacciate da un albero in caduta libera nel campeggio Verde Mare di Marina di Massa, in provincia di Massa Carrara, nella giornata di domenica 30 agosto. Stando a quanto riferisce il Corriere della Sera, si tratta dei due titolari della struttura indagati per il reato di omicidio colposo.

"Ho visto le mie due figlie morire"

Non si dà pace Hicham Lassiri, padre delle due sorelle, che ha assistito alla tragica morte delle sue figlie senza poter fare nulla. "Ho visto le mie due figlie sdraiate sul lettino dell’obitorio una accanto all’altra: sembravano due angeli addormentati. Io lo so, andranno sicuramente in Paradiso. - spiega in un'intervista al quotidiano Il Tirreno - Ma intanto spero che qui sulla terra sia fatta giustizia, perché quell’albero non doveva cadere addosso a loro. Era tutto marcio e doveva essere tagliato prima. Io non voglio accusare nessuno, ci sono le indagini per questo. Chiedo solo giustizia e verità".

"Si può morire per un albero?"

Un racconto straziante quello di Hicham Lassiri, 43enne marocchino residente a Torino. ''Un boato ci ha svegliati — racconta al quotidiano toscano —. Dopo pochi secondi è caduto l’albero. Jannat, la piccolina, non la vedevo. Mi sono avvicinato a Malak che aveva un taglio sulla fronte e mi diceva “Papà non riesco a respirare, non ce la faccio. Io le ho risposto: 'Non mi lasciare, ti prego non mi lasciare' ma lei mi ha guardato e ha detto 'Non posso. Vi voglio bene'. Queste sono state le sue ultime parole. Poi è svenuta e non si è più svegliata". Lassiri ha spiegato di non sentirsela ''di tornare al campeggio e vedere i giochi e i vestiti sparpagliati delle mie bambine. Ci sono tornato domenica pomeriggio per riprendere mio figlio che avevamo lasciato lì in compagnia, mentre io e mia moglie eravamo all’ospedale. Siamo arrivati alle 4 e ho visto che stavano tagliando alcuni alberi. Allora mi chiedo: forse quegli alberi andavano tagliati prima? Forse anche l’albero che è caduto addosso alle mie figlie andava tagliato prima? Non c’è stata una tromba d’aria, solo un vento forte. Spero che si scopra la verità". Poi conclude: ''Ora io mi domando: si può morire per un albero?".

''Leggo tutto come un presagio"

Non resta che un filo di voce al padre delle due ragazzine dopo le lacrime versate in questi giorni. "Insieme a me e mia moglie Fatima dormivano abitualmente la piccolina Jannat e mio figlio che ha 9 anni. Malak dormiva accanto, in una piccola tenda insieme alla mia figlia maggiore Nissrin che ha 19 anni. Ma alle 4 del mattino Nissrin e Malak sono venute nella nostra tenda. 'Vogliamo stare tutti vicini, il tempo è troppo brutto' hanno detto e si sono sistemate in un angolo della tenda''. Pressapoco alla mezzanotte sono andati a dormire tutti insieme: "Fino a quell’ora avevamo giocato a carte, a Ramino, tutti insieme nella tenda grande. - continua Hicham Lassiri -E quando alle 4 Malak è venuta da noi mi ha detto che non voleva dormire. 'Dai papà giochiamo ancora a carte' mi ha detto, ma io le risposto che era tardi e doveva riposare un po’. Lei invece voleva stare sveglia, non voleva dormire. Ora lo leggo come un presagio, come se lei nel suo cuore sentisse già che non si sarebbe più svegliata. E così è andata".

Due indagati per omicidio colposo

Ci sono due indagati per la morte delle due sorelline. Si tratterebbe dei titolari del campeggio Verde Mare indagati per omicidio colposo. Intanto, i periti nominati dalla Procura e dalla società che gestisce la struttura sono già al lavoro. I consulenti, che dovranno accertare le cause che hanno portato al cedimento dell’albero alto 4 metri, riferiranno direttamente al sostituto procuratore dottoressa Roberta Moramarco titolare delle indagini. Al vaglio degli esperti le condizioni della pianta e la responsabilità della cura.

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