Sotto le bandiere rosse vale tutto

25 aprile senza regole a Bologna, ma solo per la sinistra: manifestazioni lungo le strade al grido di "Bella ciao" e rave party nel parco cittadino

Sotto le bandiere rosse vale tutto: a Bologna sinistra in piazza e rave party

L'Italia è il Paese del coprifuoco alle 22, delle mascherine anche al tavolo al ristorante. È il Paese in cui i ristoranti potranno riapire anche a cena ma solo se dotati di dehor, altrimenti nulla. È il Paese in cui non è possibile entrare in un bar per bere un caffè al bancone ma se si sventola una bandiera rossa e si canta "Bella ciao" è possibile creare assembramenti massicci nelle strade senza che nessuno dica nulla. Questo è quello che è accaduto oggi a Bologna, dove per il 25 aprile si sono raduntate diverse decine di persone senza mascherine e senza distanziamento, nella totale indifferenza dei media, pronti invece a documentare con solerzia le manifestazioni in piazza dei commercianti e dei ristoratori che chiedono la riapertura delle loro attività.

Il rave party

Ma non è tutto, perchè come riporta Il Resto del Carlino, sempre a Bologna si è tenuto quest'oggi un rave party all'interno di uno dei parchi cittadini. Già dalle prime ore del mattino centinaia di persone si sono radunate per prendere parte a una festa non autorizzata con la musica a tutto volume. Poche le mascherine, poca la distanza tra i partecipanti, nessun'autorizzazione concessa. È stato Galeazzo Bignami, deputato di Fratelli d'Italia, che dal suo profilo Twitter ha denunciato quanto stava accadendo nella sua città, sottolineando il "doppio pesismo di cui godiamo a Bologna, in cui le regole e le sanzioni valgono soltanto per le persone ‘perbene’". Anche Gianluigi Nuzzi, popolare conduttore di Rete 4, ha denunciato sui suoi social quanto accaduto questo pomeriggio a Bologna, evidenziando l'assenza di mascherine nei partecipanti al rave.

La rabbia di Salvini e Meloni

"Oggi a Bologna, su questi assembramenti i compagni Letta e Speranza non avranno senz’altro nulla da dire, la bandiera rossa è curativa! Invece una coppia o una famiglia che mangia in un ristorante o uno che prende il caffè al bancone... Quelli son mezzi criminali!", ha scritto Matteo Salvini sui suoi social mostrando quanto accaduto nelle strade della città. Dello stesso tenore le dichiarazioni di Giorgia Meloni. Anche lei ha condiviso sui suoi profilo le immagini delle manifestazioni per il 25 aprile nella città emiliana, dove tutto sembra essere concesso sotto l'egida di una bandiera rossa e dei canti partigiani, anche in periodo di pandemia: "A Bologna sinistra in piazza con mega assembramenti. Mentre le manifestazioni di ristoratori, commercianti e cittadini in ginocchio vengono limitate e demonizzate, alle piazze degli amici della sinistra tutto viene permesso senza che nessuno si indigni".

Evidentemente la zona arancione, vigente fino a oggi, e il divieto di assembramenti e l'obbligo di mascherine che non decadranno con il passaggio in zona gialla non valgono per la sinistra, libera di violare qualunque norma. La manifestazione si è svolta senza interruzioni da parte delle forze dell'ordine nonostante tra i manifestanti non ci fosse il famoso metro di distanza. Gli stessi che oggi sventolavano la bandiera rossa a Bologna sono probabilmente gli stessi che vorrebbero non riaprire mai il Paese e che segnalano alle forze dell'ordine le cene in compagnia dei vicini. Magari sono gli stessi che fotografano e riprendono gli assembramenti, in cui loro stessi si trovano coinvolti.

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