Cronache

"Il Cts verrà sciolto". Cosa succederà dopo lo stop allo stato d'emergenza

Il 31 marzo non sarà rinnovato lo stato di emergenza. Abrignani assicura: "Non dovremmo più vivere la situazione emergenziale che abbiamo vissuto in passato"

Stato di emergenza non verrà prorogato e il Cts si scioglierà

Sergio Abrignani, membro del Cts per l'emergenza coronavirus e professore ordinario di Immunologia all'università Statale di Milano, intervenuto a Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, ha parlato della sorte dello stato di emergenza e di cosa accadrà al Comitato tecnico scientifico da qui a breve. Uno sarà conseguenza dell’altro. Ovvero, per meglio chiarire, l’esperto non crede che lo stato di emergenza verrà prorogato oltre la sua data di scadenza, il prossimo 31 marzo, e quindi neanche il Cts avrà più ragione di esistere e si scioglierà.

La variante Omicron

Secondo l’esperto poi non “dovremmo più vivere la situazione emergenziale che abbiamo vissuto in passato, almeno se rimane la variante Omicron. E non penso che possa arrivare a breve una variante più diffusiva di Omicron, è difficile ed è improbabile immaginarsela". Anche perché, sia Omicron 1 sia il tipo 2 per i soggetti vaccinati con due o tre dosi sono meno pericolose di Delta in quanto inducono meno malattia severa. L’immunologo ha anche precisato che decidere o meno di abolire il Green pass dal primo di aprile è una scelta politica, e che per lui una volta finita la campagna vaccinale si può togliere tutto. Su questo punto si trova quindi in accordo con il professore Matteo Bassetti che aveva anch’egli parlato di una decisione solo politica e non sanitaria.

Cosa sta succedendo

Per quanto riguarda l’obbligo vaccinale Abrignani afferma che questo potrà avere senso fino al momento in cui il virus continuerà a circolare. E a suo dire potrebbe volerci ancora un bel po’, visto che Abrignani parla addirittura di anni. Ha infatti tenuto a sottolineare che non si tratta solo della singola persona, ma di tutta la comunità. I cittadini di età superiore ai 50 anni sono 27 milioni, e che di questi quasi 2 milioni non sono ancora vaccinati. Quest’ultimo numero, come riportato dal membro del Cts, equivale al 7% e rappresenta il 70% dei pazienti in terapia intensiva. Quindi non è solo un problema loro, ma anche delle strutture ospedaliere e degli altri malati che non hanno letti liberi.

Del resto, per quanto riguarda lo stato di emergenza, anche il sottosegretario alla Salute Andrea Costa aveva spiegato che probabilmente non sarebbe stato prorogato oltre il mese di marzo, precisando che, se verrà mantenuto il ritmo attuale di vaccinazioni, da marzo si potrà prevedere un rallentamento del certificato verde per esempio nei luoghi all'aperto. Un altro passo per tornare alla normalità.

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