"Nessun motivo sanitario". Bassetti fissa l'addio al Green pass

Il medico genovese ha spiegato che chi non si è vaccinato fino a questo momento difficilmente lo farà da aprile in poi

"Nessun motivo sanitario". Bassetti fissa l'addio al Green pass

Per il professore Matteo Bassetti ormai il Green pass ha fatto il suo compito di strumento per far portare i cittadini a vaccinarsi, e prorogarlo sarebbe in questo momento inutile. Anche perché, come ha spiegato il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova all’Adnkronos Salute, mantenerlo oltre la data del 31 marzo, giorno in cui scadrà anche lo stato di emergenza, non porterebbe comunque a decidere di immunizzarsi coloro che ancora non lo hanno fatto. Difficile infatti che chi ha rifiutato il vaccino anti-Covid fino a questo momento improvvisamente cambi idea e decida di farsi inoculare il siero in aprile.

Bassetti: "Sarà solo una decisione politica"

Parlando del certificato verde Bassetti ha precisato, senza usare tanti giri di parole, che "rimane uno strumento politico e se il Governo riterrà opportuno estenderlo oltre il 31 marzo sarà solo una decisione politica e non sanitaria. Non si dica il contrario. Andare oltre il 31 marzo è mostrare i muscoli per un gioco che non vale la candela". Il medico genovese ha commentato quanto affermato dal consulente del ministro della Salute Walter Ricciardi, che durante una intervista ha suggerito al governo di non far cadere l’obbligo di Green pass almeno fino alla fine del 2022.

Si potrà eventualmente riattivare

Bassetti ha invece precisato che dovrebbe essere ragionevole, se la situazione epidemiologica dovesse continuare a migliorare, pensare dal mese di marzo di alleggerire il certificato verde e magari tenerlo in vigore solo per alcune particolari situazioni, come per esempio per i familiari che vogliono andare a trovare i propri parenti anziani ospitati nelle Rsa. Eventualmente, dovesse in futuro essere necessario ricorrere nuovamente al Green pass, basterà riattivarlo, dato che ognuno ha il suo certificato. “Ma dire che per ogni cosa ci vuole il green pass non va bene", ha concluso Bassetti ribadendo che se l'analisi statistica dice che con il 90-95% dei vaccinati la trasmissione è bloccata, la decisione politica deve seguire l'indicazione della scienza. Del resto il virologo non è l’unico a pensarla in questo modo.

Negli giorni scorsi anche Carlo Signorelli, professore ordinario di Igiene e sanità pubblica all'università San Raffaele di Milano, ha sottolineato l'efficacia ormai ridotta del Green pass così come era stato ipotizzato in origine, asserendo che il certificato verde non ha cambiato la sua funzione: garantisce maggiori condizioni di sicurezza ma non può basarsi sull'obbligo di vaccino anti-Covid, come era stato pensato inizialmente.

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