"Stop agli inseguimenti": l'ultima umiliazione per i poliziotti

Niente più inseguimenti ad alta velocità in caso di violazione del posto di blocco: la nuova regola per la Polstrada che svilisce gli agenti

"Stop agli inseguimenti": l'ultima umiliazione per i poliziotti

In Lombardia la Polstrada ha detto "no" agli inseguimenti. Il motivo? Sono per loro natura imprudenti e rischiano di coinvolgere anche cittadini innocenti. Questo, a grandi linee, è il contenuto di una nota che, come riporta Massimo Sanvito sul quotidiano Libero, è stata inviata a tutte le sezioni regionali della polizia stradale, di fatto inibendo gran parte del lavoro di prevenzione e controllo del territorio che viene effettuato dalle pattuglie. Una disposizione che vale sempre, anche nel caso in cui una vettura violi un posto di blocco.

La nota è stata inoltrata lo scorso 28 marzo ed è firmata dal dirigente del compartimento della polizia stradale della Lombardia, Maria Dolores Rucci. Al suo interno sono contenute le nuove disposizioni e regole di ingaggio in materia di inseguimento per gli agenti delle volanti, che sono rimasti alquanto spiazzati davanti a quanto viene loro richiesto. "Dato che acciuffare chi non ha rispettato la paletta alzata, o peggio ancora un posto di blocco, comporta giocoforza imprudenza - mica si può andare a venti all'ora - è meglio lasciar perdere per evitare che ci finisca di mezzo anche qualcuno che non c'entra nulla", scrive Sanvito, riassumendo il contenuto della nota, emessa per ridurre i rischi sulle strade.

Eppure, questa è una disposizione incomprensibile per gli agenti, che sono ancora tenuti a registrare il numero di targa delle vetture che non rispettano l'alt al posto di blocco o che sfrecciano a velocità sostenute, comunicando alla centrale tutti i dati per la loro identificazione. Ma dovranno limitarsi a questo, lasciando che siano poi i colleghi sul territorio a intercettarli. Ma a ragionarci un momento su, tutto questo non sembra agevolare le operazioni, anzi. Bisogna mettersi nei panni di un poliziotto che, magari al buio, in un momento ha il dovere di individuare la targa, la marca e il modello di una vettura, con tutte le difficoltà del caso. Poi dovrà segnalarla alla sala operativa che, a sua volta deve inviare le informazioni ricevute ad altre pattuglie. Agli occhi degli agenti tutto questo non rappresenta altro che una perdita inutile di tempo e un favore ai malviventi.

Eppure, per scongiurare il pericolo di un incidente che, oltre ad arrecare danni ai mezzi dello Stato, potrebbe cagionare danni anche ai passanti, in Lombardia sono stati bloccati gli inseguimenti. "Riteniamo che gli operatori ben conoscono i rischi, anche normativi, di un mestiere sempre più difficile da esercitare, ma abbiano altrettanto chiaro il servizio che devono garantire al Paese. La consapevolezza di doversi preoccupare maggiormente delle responsabilità piuttosto che delle insidie dei malfattori di turno è davvero mortificante; vorremo preoccuparci di assicurare i delinquenti alla giustizia e non delle conseguenze interne", commenta il segretario nazionale del sindacato Sap, Gianpiero Timpano.

Perplessa anche la Lega davanti a una simile disposizione: "Se il problema è quello di dover affrontare gli effetti collaterali di un inseguimento, adoperiamoci per una collaborazione con il governo centrale al fine di potenziare le tutele alle forze dell'ordine sulle conseguenze che alcune operazioni possono comportare ma senza farle abdicare al proprio ruolo". Così ha commentato il consigliere regionale Alessandro Corbetta, che ha annunciato un'interrogazione.

Successivamente, a seguito delle polemiche, il servizio Polizia stradale ha precisato: "In riferimento agli articoli apparsi sugli organi di stampa concernenti le direttive impartite dalla Polizia Stradale in Lombardia in caso di inseguimento di autovetture che non si fermano ai controlli di polizia. Non si è mai voluto venir meno al compito di inseguire gli automobilisti inottemperanti all'obbligo di arrestarsi all'alt, le stesse bensì trovano origine nell'esigenza di garantire la maggiore tutela possibile all'incolumità degli utenti stradali e degli stessi operatori di polizia, raccomandando a questi ultimi di adottare in tali occasioni tutte le opportune cautele senza, ovviamente, venir meno ai propri compiti istituzionali".

Inoltre, nella nota si aggiunge che: "Le disposizioni impongono l'acquisizione di tutti gli elementi descrittivi e identificativi dell'automobile in fuga da condividere tempestivamente con la centrale operativa della polizia stradale che, mediante un'attività di coordinamento, coinvolgerà anche altri equipaggi in supporto a quello inseguitore".

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