La storia di Pierpaolo: "Ho visto la morte in faccia, nel casco è un inferno"

La testimonianza del giovane soccorritore: "Altro che semplice influenza, si sta davvero male. Ho il terrore negli occhi, ti manca l'aria"

Pierpaolo Zito è un giovane volontario di Genova e, probabilmente, ha contratto il Coronavirus proprio mentre stava facendo il soccorritore, cercando di salvare la vita delle altre persone. Ora si trova su un letto di ospedale, sotto ossigeno, pieno di tubini, di flebo e aghi infilati nelle braccia: è ricoverato all'unità di crisi dell'ospedale San Martino e sta affrontando questa dura battaglia con tutte le sue forze. Quotidianamente trasmette video in diretta sul suo profilo Facebook per sensibilizzare i cittadini sull'importanza del rispetto delle norme, ribadendo un concetto tanto semplice quanto fondamentale: "Bisogna restare a casa".

I suoi messaggi sono stati condivisi migliaia di volte sui social, con oltre 65mila visualizzazioni da tutto il mondo. Il 37enne, che lavora per la Axia Eventi, mediante il cellulare ha affidato il suo dolore e la sua speranza alla rete grazie anche al sostegno di famosissimi artisti dello spettacolo che vanno da Francesco Facchinetti a Vittorio Brumotti, passando per Mimmo di Zelig e Fanya Di Croce: "Loro sono la mia forza e ogni giorno mi danno quella giusta energia per continuare a lottare". La febbre sta scendendo, ma Pier ha molta paura poiché si tratta di "un virus che non si conosce". Il suo obiettivo è quello di abbracciare Papa Francesco appena vincerà questa lotta: "Mi sono sentito protetto da un qualcosa che supera ogni immaginazione in questa terra".

"Nel casco ti manca l'aria"

Tutto è iniziato la scorsa settimana: era a casa e improvvisamente ha accusato dei sintomi febbrili. Il tutto dopo aver sentito dolori alla schiena, un forte senso di cefalea e un senso di schiacciamento al petto soprattuto mentre dormiva. A quel punto ha avvertito il 112 ed è stato ricoverato: "Ho pensato subito al peggio. Credo di aver toccato la morte da molto vicino".

Intervistato in esclusiva da ilGiornale.it, il giovane Pierpaolo ha raccontato la sua esperienza sotto il casco Cpap: "Ti senti oppressato. Una situazione infernale. Sembra che ti manchi l'aria, ma in verità è la pressione di ossigeno ad altissimi flussi che ti viene sparato h24 di continuo alla testa. Angoscia di non poter sentire nulla in esterno". È come se ci si trovasse all'interno di una bolla d'aria: "Senza quello i polmoni non avrebbero reagito. Del resto è un ventilatore polmonare da mettere in testa". Il volontario non scorderà mai quei tragici momenti prima di essere intubato: "Ho pianto per un’intera notte. Ho visto la morte in faccia, ho ancora il terrore negli occhi. Non sarà facile riprendere la vita regolare così velocemente".

Pierpaolo ha voluto ringraziare lo staff dell'ospedale San Martino di Genova, tra medici, anestesisti, infermieri, OSS e barellieri: "Se non ci fossero loro io non sarei qui adesso". Nei loro occhi riesce a trovare una grande dose di coraggio: "Sono i miei angeli. A loro devo tutto, non mi lasciano un attimo". A dargli sostegno, oltre ai personaggi dello spettacolo, anche gli amici del web e i parenti: "Mi hanno scritto centinaia di persone che ogni giorno mi fanno compagnia". Infine ha voluto lanciare un appello a tutto il Paese: "Mi sento di dire di rimanere a casa perché è un virus che può colpire chiunque". Effettivamente c'è ancora chi minimizza la situazione e critica tutte le misure restrittive contro la diffusione del Covid-19, giudicandole eccessive e controproducenti: "Non è una semplice influenza, si sta davvero male".

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