La suora che sfida i sindacati: ​"Scuola migliore senza di loro"

Suor Anna Monia Alfieri è esperta di scuola: "Miglioramenti solo con i costi standard. E senza i sindacati"

La suora che sfida i sindacati: ​"Scuola migliore senza di loro"

Suor Anna Monia Alfieri è certa di una cosa: lo Stato sulla scuola può risparmiare 17 miliardi di euro l’anno. E lo ripete tante di quelle volte che ormai si auto-definisce "suora rompiballe". Sì, perché pochi come lei conoscono la politica scolastica e non c'è nessuno che più di lei vorrebbe trovare un soluzione per la scuola italiana che sia economica per le casse del cittadino e ottimale per i ragazzi.

I conti Suor Anna li fa in maniera semplice. Lo Stato dichiara di spendere 8mila euro a studente, eppure il costo effettivo in alcuni gradi di insegnamento è molto molto più basso. Meno della metà. E così, come racconta in una lunga intervista a Libero, lei "propone di dare a ogni alunno (di tutte le scuole, statali e paritare) un buono-spesa prestabilito diverso per ogni tipo di scuola". Tecnicamente si chiama "costo standard di sostenibilità per allievo" e il principio ideato dalla suora è stato approvato nei giorni scorsi dal consiglio dei ministri. Se tutto andrà per il verso giusto, prima o poi il "costo standard" potrebbe diventare legge ed essere applicato. Lei non si scompone. E spiega punto su punto quale sono i due veri problemi della scuola italiana: i sindacati e le assunzioni da ammortizzatore sociale.

I prof sono pagati poco perché sono troppi. "Nel nostro sistema scolastico la voce che pesa di più è quella del personale - dice suor Anna - Perché sono tanti. Se introducessimo la meritocrazia, se scardinassimo l’idea diffusa e scandalosa per cui la scuola debba essere un ammortizzatore sociale, gli insegnanti guadagnerebbero di più e avremmo buoni docenti per una buona scuola". La religiosa aveva un giudizio positivo anche sulla Buona Scuola di Renzi, soprattutto quando si parla di "leadership del preside". Poi però qualcosa è crollato. E la colpa è dei sindacati, come sempre. "I sindacati si sono scatenati perché la scuola è schiava di una cultura ipersindacalizzata - attacca suor Anna - per cui non si può ipotizzare di valutare i docenti. Prof e sindacati sono scesi in piazza contro la meritocrazia. E contro la leadership del preside, ma in tutte le aziende c’è una guida». Poi c'è il dramma delle schiere di professori precari: tutti a laurearsi per un posto che non esiste. La soluzione? "Limitare l’accesso alla professione - proprone la religiosa - A Medicina c’è il numero chiuso, adesso per laurearsi in Scienze della Formazione bisogna superare un esame ma non basta. Per altre lauree che aprono le porte all’insegnamento non c’è il numero chiuso. A che cosa servono altri docenti se il tasso di natalità è in calo?". A niente. E poi andrebbero valutati, aggiunge. "Va fatta anno dopo anno. Non si è insegnante a vita. Solo in questo modo la qualità della scuola migliora. Pensi solo per un attimo a come si sente il prof che ogni giorno lavora con tenacia ed entusiasmo mentre il suo collega nullafacente è sempre in malattia e guadagna quanto lui…"

No, penso al bene degli studenti. La valutazione va fatta anno dopo anno. Non si è insegnante a vita. Solo in questo modo la qualità della scuola migliora. Pensi solo per un attimo a come si sente il prof che ogni giorno lavora con tenacia ed entusiasmo mentre il suo collega nullafacente è sempre in malattia e guadagna quanto lui…". Migliorare si può, pensa la suora. Ma ad una condizione: "Non si può fare a braccetto con i sindacati che pensano solo a far lavorare la gente".

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