Occhio agli "strappatori": ecco gli orologi più rubati

In macchina o a piedi non fa differenza. Nuove bande di rapinatori di orologi stanno prendendo piede in tutta Italia. Ecco come agiscono

Occhio agli "strappatori": ecco gli orologi più rubati

Vengono chiamati gli "strappatori". A seconda che tu sia in macchina o a piedi hanno una tecnica diversa per poterti derubare. Osservano che automobile possiedi, dove alloggi, che vestiti indossi e soprattutto che orologio porti al polso. Quest'ultimo è il loro vero obiettivo.

Le bande

Si tratta di nuove bande presenti in tutte le grandi città italiane: Roma, Milano, Firenze, Venezia e via dicendo. Sono divisi in batterie e contano in totale centinaia di persone. Il loro modus operandi non è neanche così complicato: se ci si trova in macchina, ti affiancano in scooter e poi mettono in campo le tecniche dello specchietto o della ruota bucata. Altrimenti, se si è a piedi, si viene accerchiati alle spalle da tre che ti abbracciano da dietro e derubano. "Questione di un attimo, fanno pressione sui gancetti e con la tecnica dello strappo portano via orologi da decine ma anche centinaia di migliaia di euro che hanno già adocchiato e verificato siano nella lista di quelli che si piazzano facilmente sul mercato nero", spiega intervistato su Repubblica Marco Calì, napoletano dirigente della squadra mobile di Milano. Proprio nel capoluogo Lombardo è stato registrato il furto di un Richard Mille dal valore di 700mila euro. La vittima è stata un uomo d'affari kazako che stava passeggiando indisturbato in corso Venezia. "Ecco, quello lì certamente è un oggetto che sul mercato nero non lo piazzi facilmente - continua Calì - ma magari finisce all'estero in una delle piazze dove c'è l'offerta più ricca, dai Paesi arabi al Sudamerica".

Come agiscono

Qui ad agire in pieno quadrilatero della moda sono nuove bande criminali di franco-algerini i quali agiscono con una strategia ben precisa. Hanno dei target di riferimento. Girano con gli scooter e adocchiano le potenziali vittime mentre entrano o escono da hotel a cinque stelle o da maison d'alta moda. "Basta un'occhiata sul polso al tavolino di un bar o appoggiato al finestrino dell'auto e - aggiunge Calì- in mezzora si entra nel mirino della banda: un piccolo pedinamento e il gioco è fatto". Non agiscono mai da soli ma sempre in batteria. In due o tre ti stringono da dietro e basta una piccola pressione sul polso l'orologio per far cedere i gancetti. In questa maniera la vittima non ha neanche il tempo di accorgersene.

Come detto, non si è al sicuro neanche quando ci si trova in macchina. Si viene affiancati con uno scooter, segnalano al guidatore un problema alla gomma e appena la macchina si ferma entrano in azione. Nell'ultimo periodo anche i centroafricani hanno messo su delle batterie di "strappatori". Sono gambiani, senegalesi e maghrebini in prevalenza. Approfittano della movida notturna per agire.

Gli orologi più rubati

I Rolex sono gli orologi con maggior mercato. "C'è una grandissima domanda e anche se nel passaggio dal ricettatore perdono fino al 70-80% del loro valore per chi li ruba è un ottimo guadagno. Se porti via un orologio da 10.000 euro, il ladro ne incassa 7-800 e il ricettatore lo rivende a 3-4.000 euro. Chiaramente se becchi un Daytona o un Submariner tiri su di più, ma anche i Patek Philippe Aquanut e i Richard Mille hanno un ottimo piazzamento", spiega Calì.

Di certo non è il caso del Richard Mille da due milioni di euro di Charles Leclerc, pilota Ferrari in Formula Uno. Non vi è ovviamente la certezza ma sembra che sia finito nella cassaforte di un imprenditore spagnolo tifoso di Leclerc. Lo avrebbe comprato per 200mila euro. Valore caduto rovinosamente ma in maniera inevitabile dal momento che ha l'autografo serigrafato sulla cassa. Ciò significa che piazzarlo è praticamente impossibile.

Chi compra un orologio rubato lo acquista ad un prezzo minore anche perché non avendo una garanzia o comunque possedendola falsa o nulla non avrà la possibilità di usufruire dell'assistenza della casa.

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