La tempesta perfetta che travolge i burocrati

La tempesta perfetta che travolge i burocrati

È come la tempesta perfetta. C'era la crisi economica, è arrivata l'epidemia, sta per arrivare una bomba migratoria. Non solo l'Italia ma l'intera Europa barcolla, un colpo dopo l'altro. L'ultimo arriva da Erdogan, che ieri - per questioni legate alla guerra con la Siria - ha aperto le sue frontiere al milione di profughi africani che teneva segregati nei campi profughi in cambio di una montagna di soldi che l'Europa gli aveva dato per tappare il corridoio balcanico dell'immigrazione via terra. Se nulla cambierà, tra poco questa marea umana premerà sulle nostre frontiere e allora saranno guai grossi.

Epidemie, guerre, crisi: altro che la mascherina del governatore Fontana. Qui ci sta sfuggendo il senso del problema che abbiamo di fronte. La questione non è dividerci tra allarmisti e negazionisti, né avvitarci sulle guerre politiche domestiche. Né il virus, né la crisi economica né l'immigrazione hanno un colore politico e tantomeno confini, tanto è vero che tutte e tre le emergenze stanno infettando tutta l'Europa.

Bene, sapete quale è stato ieri - con tutto quello che sta succedendo - il decisivo intervento del governo europeo? Da non crederci: avviare una procedura di infrazione contro l'Italia per sospetti aiuti di Stato all'Alitalia, compagnia di bandiera in dissesto e tenuta artificialmente in vita con soldi pubblici. Io non dubito che si sia di fronte a un caso di «aiuti di Stato» che violano le norme sulla libera concorrenza, ma vi sembra questo il problema del giorno? È il caso di accanirsi oggi su un Paese membro - e quindi si suppone amico - alle prese con la più grave crisi sanitaria della sua storia?

Come noto noi siamo profondamente europeisti, ma non è possibile continuare a lasciare l'Europa in mano ai burocrati. Invece che dell'Alitalia, l'Europa si occupi di come frenare il virus invece che lasciare liberi i suoi Paesi di litigare tra di loro. E soprattutto di impedire ad Erdogan di farci invadere da un milione di persone.

Ma la domanda è sempre la stessa: questa Europa ha la capacità e la forza di farlo? Credo che questa volta o la trova, questa forza, oppure sarà travolta dai fatti e dai popoli.

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