Cronache

"Ti amo per sempre". Lei si salva, lui muore sulla Marmolada

Alessandra Camilli, sopravvissuta alla valanga sulla Marmolada, ha affidato a Facebook le sue parole di amore per il marito Tommaso, rimasto invece ucciso nel crollo di domenica

"Ti amo per sempre". Lei si salva, lui muore sulla Marmolada

"Ti amo Tommaso. Sempre e per sempre", ha scritto su Facebook Alessandra De Camilli, la donna di 51 anni che è sopravvissuta al disastro della Marmolada e si trova adesso ricoverata in ospedale a Trento. Suo marito invece, il 48enne Tommaso Carollo, manager di Zanè, non ce l’ha fatta ed è una delle vittime ufficialmente riconosciute. In un post successivo la donna ha poi aggiunto:"Grazie di tutti i messaggi che mi avete mandato e che mi state mandando, risponderò. A tutti appena riuscirò ad usare il telefono. Sto malissimo ma sono viva. Grazie di essermi vicini".

Il messaggio d'amore

Il primo post è accompagnato da una foto che vede la coppia sorridente mentre si scambia un bacio affettuoso con alle spalle le montagne. Tanti i commenti di amici, familiari, e anche sconosciuti che hanno voluto far sentire la loro vicinanza ad Alessandra. Il 48enne era un escursionista esperto che non improvvisava mai. “Pensare che giorni fa mi aveva detto che luglio non è il mese adatto per andare sui ghiacciai, per il caldo. Non capisco perché ci sia andato... è una cosa che mi tormenta”, ha raccontato a ‘L’Arena’ la madre Marilisa Marcante.

Riconoscono il figlio dalla foto del piercing

C’è poi la storia di Giovanna e Mauro, i genitori di Davide Carnielli, che hanno affermato: “Possiamo solo dire di aver ritrovato un figlio”, dopo essere appena usciti dal reparto di terapia intensiva. Per due giorni erano rimasti insieme ai familiari dei dispersi, aggrappati come tutti alla speranza di poter riabbracciare i loro familiari. Una speranza diventata realtà quando il governatore del Veneto Luca Zaia, in barba alla procedura, ha mostrato la foto di un uomo ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Treviso, che nessuno aveva ancora identificato. Ma in caso di necessità si tentano tutte le strade. E il presidente Zaia ha avuto ragione: due coppie di genitori avevano notato una certa somiglianza con i loro figli dispersi. Ovviamente, solo una di queste aveva ragione.

Una delle due coppie di genitori ha quindi chiesto di controllare se il superstite avesse dei nei sul piede, mentre l’altra un piercing a circa metà dell’orecchio sinistro. La certezza è giunta solo dopo altri particolari resi noti attraverso ulteriori foto richieste dallo stesso governatore. L’uomo in questione aveva un foro da piercing all’orecchio, proprio come quello di Davide Carnielli. Ultima prova prima del riconoscimento, quella del gruppo sanguigno, anche quello era il medesimo. Nella mattinata di ieri Giovanna e Mauro sono entrati nel reparto di terapia intensiva e hanno avuto la conferma che l’uomo delle foto era davvero il loro figliolo.

Come riportato dal Corriere, il governatore del Veneto ha ammesso:“So che è stata infranta ogni regola, ma mi sono detto: se io fossi un genitore e cerco un figlio e dall’altra parte c’è un ferito non identificato, perché non provarci? Perché non farglielo vedere? Se avessimo continuato con i protocolli non ne saremmo venuti fuori. Quando ho ingrandito la foto e ho visto il buco nell’orecchio mi sono venuti i brividi”. Zaia ha poi parlato di questa storia come di uno squarcio di speranza in una vicenda dolorosissima. Il paziente si trova ancora in prognosi riservata, ma è uno sportivo ed è forte fisicamente: “Ce la deve fare assolutamente, per la sua famiglia e per tutti noi”, ha concluso il governatore. Anche Mauro Stenico, sindaco di Fornace, il comune in provincia di Trento dove Davide è consigliere comunale per la stessa lista civica, ha commentato: “È una persona splendida e anche per noi è un amico ritrovato”. Davide, che gestisce un negozio di ferramenta a Pergine, ha due sorelle, Alessia e Valeria, suo papà è pensionato e la mamma è casalinga.

"Ho iniziato a correre, poi sono svenuto"

Un’altra storia è quella di Riccardo Franchin, ingegnere di 27 anni. “Quando ho sentito il boato ho avuto il tempo di girare gli occhi e quella massa informe già ci veniva addosso. Ho preso a correre, poi sono caduto e sono svenuto”, ha ricordato Franchin che dovrà adesso seguire un lungo percorso di riabilitazione. Ma almeno lui è vivo e al sicuro, a differenza dei suoi compagni di cordata: due sono morti e uno risulta ancora disperso. Il padre del 27enne ha spiegato che in ospedale il figlio continua a chiedere dei suoi amici e che "pensa di essersi salvato perché in quel momento non era legato. Si stavano preparando per salire, erano ancora ai piedi del ghiacciaio”. Oltre a una buona dose di fortuna.

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