Toghe, politici e servizi segreti. Ecco la rete vicina a Battisti

L'ex terrorista dei Pac ha fatto perdere le sue tracce. Una task force gli sta dando la caccia: "È solo, lo prenderemo"

Toghe, politici e servizi segreti. Ecco la rete vicina a Battisti

Cesare Battisti il Brasile lo conosce. Chi gli è vicino assicura di non vederlo e sentirlo da qualche giorno, ovvero da quando ha apparentemente lasciato casa sua. Il giudice Fuz ha firmato il mandato di arresto e il presidente Temer, prima dell'arrivo al potere di Bolsonaro, ha già dato il via libera per l'estradizione verso l'Italia. Solo che, mentre agenti italiani sono a San Paolo e un aereo militare è pronto al decollo per riportare il latitante nel Belpaese, Battisti nel frattempo ha fatto perdere le sue tracce.

La ricerca del terrorista dei Pac è nelle mani della polizia locale. "È solo, lo prenderemo", assicurano fonti dell'Interpol e di Policia Federal a Repubblica. "Ci vorranno ancora due ore, due giorni o magari due settimane. Ma lo prenderemo. È già successo tre volte, succederà una quarta". È quello che spera l'Italia, ma non è detto che la partita finisca in questi giorni.

Battisti infatti può contare su una rete di protezione molto sviluppata. In passato come oggi. Basti pensare quanti negli anni si sono schierati al suo fianco per evitarne l'estradizione. Escludendo l'ex presidente Lula, che ora ha guai più seri cui pensare che l'estradizione di Battisti, l'ex Pac può contare - scrive il Messaggero - su amici del calibro di Eduardo Suplicy (ex parlamentare di sinistra), su Magno de Carvalho (sindacalista), Carlos Lungarzo (scrittore e autore di un libro su di lui), Silvana Barolo (sociologa), Luis Roberto Barroso (ex legale di Battisti e ora giudice del Supremo Tribunal Federal, ovvero la massima autorità giudiziaria del Brasile). Se non bastasse, anche l'ex ministro della giustizia di Lula, Tarso Genro, ha definito "l'accordo tra i due governi di estrema destra" una "decisione politica" contro Battisti. E, come rivelato oggi dal Giornale, un commissario di polizia brasiliano assicura che "Battisti probabilmente è in Bolivia aiutato nella sua fuga dai servizi francesi".

Certo, in queste ore - come scrive Repubblica - anche i suoi "compagni di strada" sembrano voler evitare prese di posizioni pubbliche nei suoi confronti. Ma in passato - ricorda il Messaggero - in molti si sono schierati con lui. Il partito progressista Psol ha in pancia molti vecchi esponenti favorevoli all'ex terrorista, mentre anni fa venne lanciato un appello contro la sua estradizione e tra i firmatari comparivano politici, intellettuali, attivisti e sindacalisti. Ma anche collettivi e associazioni di categoria.

Oggi il grande dilemma è un'altro: dov'è Battisti? Secondo le indiscrezioni fatte trapelare da Magno de Carvalho, sarebbe andato a Rio de Janeiro per parlare con il suo editore per il libro di prossima pubblicazione. Possibile? Certo. Potrebbe essere anche a San Paolo. Ma non si può escludere che l'ex Pac stia cercando di abbandonare il Paese che (Bolsonaro dixit) "smetterà di essere il paradiso per i criminali stranieri".

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