TORNIAMO LIBERI

Il governo cerca di chiarire, ma fa solo confusione: tra limiti vaghi e affetti stabili da domani si potrà fare (quasi) tutto

TORNIAMO LIBERI

Che differenza c'è tra un congiunto e un congiuntivo? Nessuna, entrambi i termini sono difficili da definire per chi non ha almeno tre lauree, figuriamoci per i ragazzi delle forze dell'ordine che da domani, già traballanti sul congiuntivo, dovranno stabilire la verità sul congiunto raggiungibile a norma di legge. Già, perché la definizione del congiuntivo è molto simile a quella del congiunto, ed è la seguente: «Modo finito del verbo che definisce un evento soggettivo - cito dal vocabolario - irreale, ipotetico o non rilevante. Rispetto all'indicativo che esprime un dato di realtà che può essere provato vero o falso, il congiuntivo sottolinea invece la dimensione soggettiva, individuale».

La Fase 2 che inizia domani, come del resto il nostro governo che l'ha pensata e declinata, è tutta un congiuntivo, «ipotetica e non rilevante». Il consiglio spassionato è di non perdersi nelle fumose indicazioni, a volte contraddittorie e altre irrealizzabili, dei vari decreti, ma di affidarsi al puro buon senso. Il punto di partenza è che non dobbiamo fare finta che tutto sia superato solo perché ci è permesso di uscire di casa, il virus non è vinto e ci aspetta al varco. Quindi facciamo più o meno ciò che ci aggrada usando le basilari precauzioni: distanziamento (la più importante), mascherine, guanti, igiene personale, ai primi sintomi isolamento. E armiamoci di tanta pazienza perché ci aspettano file un po' ovunque, dai mezzi di trasporto pubblico ai servizi e negozi che via via riapriranno.

Per uscire di casa, questa è la realtà, basterà usare la frase magica «visita a congiunto» o vestirsi con abbigliamento consono a uno sport individuale, che da domani è permesso anche fuori dal proprio isolato. Voglio vedere chi potrà contestare che abbiamo un «affetto stabile» da incontrare dall'altra parte della città come della regione o che non stiamo facendo sport solo perché pratichiamo il walking camminata , che è una disciplina riconosciuta dal Coni.

Se non vuole cadere nel patetico il governo abolisca da subito l'inutile e mortificante autocertificazione e mi auguro che a qualche solerte prefetto o sindaco non venga in mente di riempire le città di posti di blocco, altrimenti non sarà una rivolta ma una risata a seppellirli. Ecco, se qualcuno oserà fermarci nel nostro ritrovato esercizio di libertà costituzionali, affrontiamolo con il sorriso: «Sto andando da un congiunto facendo sport. E mi saluti sua eccellenza e pure il premier».

E mi raccomando ancora: liberi sì, ma con prudenza.

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