"Accoglienza è solo business". Ai domiciliari i titolari delle coop

La denuncia di Fratelli d’Italia che, alla luce di quanto emerso in ben 8 strutture d’accoglienza tra Prato, Carmignano e Poggio a Caiano, lancia accuse alla sinistra per le irregolarità nella gestione dei fondi

"Accoglienza è solo business". Ai domiciliari i titolari delle coop

Attacco di Paolo Marcheschi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Toscana, rivolto al fallimentare sistema di accoglienza messo in piedi dal presidente Enrico Rossi nella sua Regione.

“L’accoglienza toscana è fallita. Ma soprattutto quale accoglienza, è soltanto business delle cooperative.”, esordisce il consigliere, come riportato da “Il Secolo d’Italia”. “Altro che modello-Riace, questo è il modello di Rossi e della sinistra in Toscana. È emblematico il caso dei gestori di otto strutture a Prato, Carmignano e Poggio a Caiano accusati di non aver fornito pasti e pulizie, lucrando sui fondi ricevuti dalla prefettura. E la presidente del Consorzio Astir è ai domiciliari. Una “mangiatoia” costruita sulle spalle degli immigrati e di tutti i contribuenti toscani. È una frode sui profughi, centri migranti fatiscenti e immigrati lasciati al freddo e alla fame”.

L’episodio a cui fa riferimento Marcheschi è di pochi giorni fa. Il presidente del consorzio “Astir” Loretta Giuntoli è finita agli arresti domiciliari ed i rappresentanti della cooperativa “Humanitas” Roberto Baldini e Alberto Pintus (quest’ultimo diacono e vicedirettore della Caritas di Prato) sono stati interdetti per 9 mesi dal loro ruolo. Tutto questo per l’accusa di frode nelle pubbliche forniture. Gli inquirenti hanno accertato l’inesistenza del servizio di pulizia e lavanderia, compresi nei fondi elargiti, e la fornitura agli ospiti di un solo pasto al giorno, a fronte dei 3 previsti. Alcuni migranti avrebbero recuperato dalla spazzatura qualcosa per coprirsi e addirittura acceso fuochi nel giardino per cucinare.

“E non è la prima volta che vengono effettuati arresti in questo settore. Questa è l’accoglienza della sinistra, e si capisce perché questa sinistra non vuole il centro per i rimpatri in Toscana.”, conclude Marcheschi.

Il deputato di FdI Giovanni Donizelli rincara la dose. “Anche grazie alla legge taglia-business presentata e fatta approvare da Fratelli d’Italia emergono finalmente le porcherie che accadono nei centri per immigrati. Prima della nostra legge chi si occupava di immigrati non doveva nemmeno rendicontare le spese. Abbiamo interrotto così un sistema di sfruttamento mascherato da buonismo. Fingono di essere accoglienti, buoni e generosi, ma per loro gli immigrati sono solo merce per arricchirsi”.

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