Le vite spezzate nello schianto: chi erano le 5 giovani vittime

Erano andati a vedere le stelle in uno dei posti più panoramici della zona. Il loro fuoristrada è precipitato in un burrone

La tragedia della scorsa notte avvenuta in alta Valle Grana ha spezzato le vite di 5 ragazzi della provincia di Cuneo. Marco Appendino, il più grande, aveva 24 anni. Era lui a guidare il fuoristrada precipitato nel burrone. Era appassionato di Jeep e lo si capisce dalle foto presenti sul suo profilo Instagram. In una è seduto sul cofano del suo Land Rover Defender, sorridente. Per Marco stanno arrivando in queste ore molti messaggi di addio e cordoglio da parte di amici rimasti increduli alla notizia della sua morte. Anche Nicolò, 17 anni, e suo fratello Elia, 14 anni, sono deceduti nel tragico incidente. Il loro papà, Luca Martini, è uno storico margaro, nonché consigliere comunale a Castelmagno, paese noto per l’omonimo formaggio prodotto. E poi Camilla Bessone e Samuele Grimaudo, entrambi 16enni.

La famiglia della "Borgata Chiotti"

Sui social si facevano chiamare la famiglia della "Borgata Chiotti”. Avevano deciso di andare tutti insieme a vedere le stelle cadenti in montagna. Dopo essersi dati appuntamento nella piazza del paese, erano saliti sul fuoristrada per raggiungere l’Alpe Chastlar, uno dei luoghi maggiormente panoramici della Valle Grana. Sulla vettura erano in nove, tre in più rispetto alla capienza del mezzo. Stavano ritornando a casa quando improvvisamente, per cause ancora da appurare, Marco ha perso il controllo della Jeep che è finita nel precipizio. Tutti i ragazzi a bordo sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo. Per cinque di loro non c’è stato nulla da fare, sono morti sul colpo. Gli altri 4 sono invece stati ricoverati in vari ospedali ma non sarebbero in pericolo di vita.

Tutti li conoscevano

Il 24enne aveva postato su Instagram una foto del gruppo accanto al fuoristrada che ha spezzato le loro giovani vite. Camilla era una cheerleader del team Cuneo, come la sua amica Anna, che si è salvata. Tutti conoscevano quei ragazzi. "Non possiamo aggiungere altro. Prima di tutto erano nostri amici...RIP". Queste le parole sulla pagina Facebook del rifugio Maraman, in Alta Valle Grana, nella zona dove è avvenuta la tragedia. In segno di lutto gestori hanno annunciato per oggi la chiusura: "Chiuso per la tragedia accaduta stanotte. Ci scusiamo per il disagio, ci vediamo domani...".

Anche il sindaco del paese, Alberto Bianco, raggiunto telefonicamente dall’Adnkronos, ha commentato la tragica notizia della loro morte: "In una notte abbiamo perso il 50 dei giovani del nostro comune. Quindici giorni fa avevamo fatto una bella foto, c'erano tutti gli abitanti di questa frazione: mi creda, è agghiacciante vederla, si può dire che è tagliata in due". Il primo cittadino ha poi voluto sottolineare che è stata una di quelle tragedie avvenute “non perché i ragazzi hanno bevuto, ma per una distrazione. Me lo hanno assicurato i carabinieri. Quel defender, su una strada sterrata, forse avrà fatto i 15 chilometri orari: sono strade che loro conoscevano molto bene, che facevano tutti i giorni per portare le mucche al pascolo. Quei ragazzi poi li conoscevo personalmente, giovani bravissimi, lavoratori".

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Commenti

Massimo Bernieri

Mer, 12/08/2020 - 14:28

Non credo sia colpa di essere in 9 perchè sono vetture che portano molto carico.Probabilmente distrazione perchè essendo in molti magari si faceva caciara e su quelle strade di montagna sono tutte senza protezioni e bisogna guidare con prudenza quasi a passo d'uomo.

leopard73

Mer, 12/08/2020 - 16:26

Una strada che richiedeva il guard-rail che non cera perche tutti i soldi bisogna mandarli a ROMA tutto questo forse non sarebbe accaduto!!!

ilbelga

Mer, 12/08/2020 - 17:12

per esperienza personale dico che in certe strade di montagna non bisogna neanche chiacchierare con la moglie vicina. basta un attimo di distrazione e sei giù nel precipizio anche perché come dice leopard73 in molte strade di montagna non ci sono guard-rail. comunque un affettuoso saluto a parenti e amici.

Tara

Mer, 12/08/2020 - 17:45

Se tutti sono stati sbalzati fuori dall'auto nessuno aveva la cintura di sicurezza allacciata? Sicuramente 3 no.

maxmado

Gio, 13/08/2020 - 10:12

Poveri ragazzi e povere famiglie, provo un grande dolore per loro, ingigantito dal fatto che sono un astrofilo e che conosco bene la zona, dei miei zii vivevano lì, il santuario in particolare mi è da sempre rimasto nella memoria, anche se dalla morte dei miei zii sono passati quasi 20 anni e quindi è da allora che non vado più in zona. Condoglianze alle loro famiglie.