Tre Regioni da zona bianca: ecco quali sono

Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna sperano nel passaggio nella zona bianca grazie ad un'incidenza inferiore a 50 casi per 100mila abitanti. Necessario, però, che i dati siano confermati per tre settimane. Possibile che dalla prossima settimana tutta Italia, ad eccezione della Valle d’Aosta, si colori di giallo

Tre Regioni da zona bianca: ecco quali sono (e quali rischiano l'arancio)

Per le Regioni italiane continua il balletto dei colori. Dallo scorso lunedì non esistono zone rosse nel nostro Paese, se si escludono limitate aree locali per le quali sono state adottate misure restrittive ad hoc. Attualmente solo tre territori sono in arancione: Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta. In tutte le altre Regioni, invece, domina il giallo. Una buona notizia, questa, che indica come non ci siano particolari criticità legate al Covid-19 nel territorio nazionale. Del resto con il numero dei contagi che sta calando si abbassa l’incidenza settimanale delle Regioni. Le buone notizie sul fronte della guerra al coronavirus, però, non finiscono qui. Perché ci sono almeno 3 Regioni, Molise, Sardegna e Friuli Venezia Giulia, che sperano di rimanere sotto la soglia dei 50 casi per 100mila abitanti, quella che consente di entrare nella tanto agognata zona bianca.

È vero che sono necessari tre monitoraggi consecutivi con quei dati per entrare nello scenario con meno restrizioni ma il fatto che questi territori abbiano già numeri compatibili col bianco lascia ben sperare. Il momento cruciale è fissato al prossimo venerdì quando si terrà la cabina di regia dell’Iss, l’Istituto superiore di sanità, e del ministero della Salute per valutare i dati di incidenza settimanale calcolati fino a domani. Notizie attese da autorità locali e cittadini, ormai allo stremo dopo oltre un anno di pesanti sacrifici.

C’è un paradosso nella questione colori. Lombardia, Marche, Molise e Puglia secondo gli attuali criteri rischiano l’arancione. Il motivo è che queste Regioni presentano sia un indice Rt vicino a 1.0 sia una classificazione complessiva di rischio "moderata" e non "bassa" come molte altre Regioni. La Calabria, invece, ha un rischio "moderato ad alta probabilità di progressione" ma presenta ancora un indice Rt molto basso (0.74). Tutto dipende da cosa deciderà il consiglio dei ministri su indicazione del Comitato tecnico-scientifico. Una delle ipotesi sul tavolo è che l’esecutivo possa cambiare i parametri utilizzati per stabilire i colori delle varie zone, come già richiesto a gran voce dalle Regioni.

Nonostante non ci siano note ufficiali, tramite proiezioni su dati della settimana mobile (da mercoledì scorso a ieri) è possibile vedere il trend Regione per Regione per farsi un’idea sulla diffusione di Covid-19 in Italia.

Da questi sommari elementi emerge che saranno diverse le Regioni destinate a superare di poco la soglia dei 50 casi per 100mila abitanti. Si tratta delle Marche, della Lombardia, delle Province autonome di Bolzano e Trento, dell’Umbria, dell’Abruzzo, della Liguria e del Veneto. A queste vanno aggiunte Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna che mirano a restare sotto quella cifra così da entrare in zona bianca. Possibile, quindi, che dal prossimo lunedì tutta Italia si colori di giallo tranne la Valle d’Aosta. Anche le attualmente arancioni Sardegna e Sicilia, infatti, dovrebbero essere promosse. Il tutto, ovviamente, se negli ultimi giorni non ci saranno spiacevoli sorprese come una improvvisa risalita della curva dei contagi.

Le norme sui colori richiedono che per entrare in zona gialla le Regioni debbano aver avuto una permanenza di almeno due settimane in fascia arancione. Inoltre il passaggio deve essere supportato da 14 giorni consecutivi di dati positivi sul contagio e sui 21 parametri utilizzati tra cui, in particolare, l’indice Rt sotto 1 ed il rischio complessivo "basso" o "moderato". La Sardegna ha, quindi, pagato il fatto di essere collocata ancora in zona rossa nel monitoraggio del 23 aprile a causa del rischio alto, anche se il tanto discusso indice Rt era sotto 1. La Sicilia, invece, già il 30 aveva dati da zona arancione. Per la zona bianca bisogna aspettare ancora un po'.

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