Aggressioni al pronto soccorso: a Torino arriva la vigilanza armata

Per proteggere il personale sanitario dalle aggressioni, a Napoli sono state installate le telecamere nelle ambulanze mentre a Torino arriva la vigilanza armata h24

"Siamo in guerra", "Abbiamo paura". Lo continuano a ripetere i medici e gli infermieri degli ospedali di tutta Italia. Personale sanitario, volontari e addetti alla sicurezza che sempre più spesso finiscono nel mirino di pazienti senza controllo.

Negli ultimi tempi, sono state prese di mira anche le ambulanze, colpite da oggetti lanciati dai balconi o da petardi. E così a Napoli, tra le città più colpite, sono arrivate le tanto promesse telecamere sui mezzi di soccorso. "Abbiamo messo in servizio la prima ambulanza pienamente attrezzata per il controllo esterno, per il controllo interno e con un pulsante di collegamento con le centrali della polizia e dei carabinieri'', aveva dichiarato pochi giorni fa il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Inoltre, un operatore per ogni ambulanza avrà anche una bodycam nella giacca che gli permetterà di filmare tutto quello che accade nel corso di un intervento.

E ora altre novità arrivano dal Piemonte. Da febbraio, tutti i Pronto Soccorso dell'Asl Città di Torino saranno dotati di servizio di vigilanza armata. Lo ha disposto il Commissario dell'Asl, dottor Carlo Picco, che ha voluto il servizio in tutti i pronto soccorso aziendali (Maria Vittoria, Martini, Oftalmico e San Giovanni Bosco) in seguito "all'incremento preoccupante delle aggressioni nei confronti degli operatori sanitari e degli utenti". Come riporta La Stampa, nel 2019 il Servizio Prevenzione e Protezione ha ricevuto dai dipendenti 87 segnalazioni di aggressione (verbale, fisica o comportamento minaccioso), contro le 67 dell'anno precedente. Un incremento del 30%.

Per proteggere medici, infermieri e volontari negli ospedali arriva quindi la vigilanza armata. "Tutto il personale sanitario lavorerà in condizioni protette e potrà gestire le emergenze in sicurezza, esprimendo il massimo della professionalità, con riflessi positivi anche sull'assistenza e sulla cura", ha continuato il dottor Picco. Ma le novità a Torino non finiscono qui. Al fine di tutelare il personale sanitario, "stiamo rivedendo e potenziando i servizi di videosorveglianza, nel rispetto della normativa in tema di privacy", ha concluso il Commissario dell'Asl. Parola d'ordine: sicurezza. "Per l'Asl, un luogo sicuro garantisce l'instaurarsi di un clima favorevole, presupposto indispensabile alla creazione del necessario rapporto di fiducia tra paziente-familiari e professionisti della sanità". La vigilanza armata nei pronto soccorso dell'Asl città di Torino sarà quindi garantita da inizio febbraio, sette giorni su sette, h24.

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Ven, 17/01/2020 - 18:53

vigilanza che costa sulle tasche dei contribuenti! se invece di spendere per questo, avessimo speso per rimandare a casa i migranti, avevamo risolto due problemi: meno migranti clandestini e piu sicurezza :-) ma siccome i babbei comunisti grulli queste cose NON le vogliono proprio capire....