Uccise di botte Niccolò, estradato in Italia un ceceno

Bissoultanov Rassoul, assieme ad altri due connazionali, uccise Niccolò Ciatti durante una rissa in una discoteca a Lloret de Mar nell'agosto del 2017

Uccise di botte Niccolò Ciatti, estradato in Italia un ceceno

Sono passati più di quattro anni dall'omicidio di Niccolò Ciatti, ucciso in una discoteca di Lloret de Mar il 12 agosto 2017, percosso da tre ceceni di 26, 24 e 22 anni. Oggi, uno dei tre è stato estradato in Italia dalla Germania: si tratta di Bissoultanov Rassoul, arrestato il 4 febbraio in esecuzione del mandato d'arresto europeo. Un secondo aggressore è tuttora rinchiuso in un carcere spagnolo.

Ciatti, originario di Scandicci, aveva 22 anni. La sera di quel 12 agosto fu assaltato dai tre ceceni i quali, agendo "con tattica paramilitare", che si scagliarono su di lui in modo violentissimo. Alessandro Cattani, un amico che era con Niccolò, descrisse così quella serata: "Quando è scoppiato il finimondo, io ero poco più avanti, e Niccolò invece stava camminando dietro di qualche metro. All'improvviso tra la folla è stato spintonato da qualcuno, come succede spesso in discoteca. Niccolò si è girato per capire ed è stato colpito da uno dei giovani. Erano delle bestie, non delle persone. Non si sono fermate neanche vedendolo a terra e gli hanno tirato una pedata. È stato incredibile, sembravano matti. Gente addestrata a colpire. Senza scrupoli".

Non ci volle molto, viste le registrazioni video della pista da ballo della discoteca St.Trop', prima che le autorità spagnola identificassero e fermassero gli omicidi: Rassoul Bissoultanov, 26 anni, ceceno, atleta di lotta libera; Khabibul Kabatov, 22 anni, e Movsar Magomedov, 24 anni. Nel 2019, un giudice spagnolo decise - con grande incredulità dei famigliari - di disporre il processo per il solo Bissoultanov, archiviando le posizioni degli altri due ceceni, che erano tornati in Francia, dove avevano la residenza. Bissoultanov fu immortalato dalle telecamere mentre sferrava un calcio alla testa di Ciatti, calcio che si sarebbe rivelato fatale secondo l'autopsia. Lo scorso maggio, le autorità francesi avevano negato l'estradizione di Movsar Magomedov, oggi residente a Strasburgo. Magomedov aveva detto di preferire un processo in Spagna piuttosto che in Italia. Parole che, insieme alla decisione dei giudici d'oltralpe, aveva provocato sconcerto tra parenti e amici del giovane fiorentino barbaramente ucciso.

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