Nuova strategia di Bertolaso Ora mette il turbo sui vaccini

L'ex capo della Protezione civile parla della necessità di ridurre le dosi da destinare al richiamo per vaccinare il numero maggiore possibile di lombardi

Nuova strategia di Bertolaso Ora mette il turbo sui vaccini

Scorte ridotte per le seconde inoculazioni così da favorire la vaccinazione del maggior numero di cittadini della Lombardia, al momento ferma al 70% delle somministrazioni rispetto alle dosi ricevute.

Questo il piano di Guido Bertolaso, che ha il compito di coordinare la distribuzione del siero all'interno dei confini della Regione. "Non possiamo vaccinare tutti, perché non abbiamo i vaccini a sufficienza. Ma questo non è un alibi", spiega in conferenza stampa l'ex direttore del dipartimento della Protezione civile, come riferisce AdnKronos. "Molti in Italia lo fanno ma noi non ci rifugiamo dietro a questa situazione, stiamo andando ventre a terra, riducendo le scorte che dovremmo tenere per sicurezza, secondo le indicazioni. Abbatteremo", si dice convinto Bertolaso, "la percentuale di scorte disponibili, perché pensiamo che si debba intervenire immediatamente. Bisogna fare e correre di più". E l'offensiva, come sottolineato dallo stesso ex capo della Protezione Civile e dall'assessore alla Salute della Lombardia, Letiza Moratti, parte dal Bresciano e dalla Bergamasca. Da domani ed entro 5-6 giorni verranno vaccinati i circa 24mila cittadini dei Comuni al confine tra Bergamo e Brescia con cui la Regione Lombardia prova a cambiare la strategia per le vaccinazioni. Verrà vaccinata in prima battuta tutta la popolazione di età compresa tra 60 e 79 anni in 14 Comuni della provincia di Bergamo e 8 della provincia di Brescia. In questo modo potrebbe nascere un cordone sanitario a difesa delle due zone duramente colpite.

D'accordo coi vertici della regione Lombardia, Bertolaso illustra la strategia che cercherà di seguire per favorire la diffusione del siero tra la popolazione."Non possiamo sempre e solo inseguire il virus", puntualizza ancora, dicendosi pronto, d'accordo con gli Enti locali e con gli esperti del settore, a trovare un modo per contrastare i focolai esistenti nel territorio sotto la sua supervisione. Non dovrebbero esserci rischi o rallentamenti, rassicura l'ex capo della Protezione civile, per quanto riguarda la vaccinazione degli over 80 tuttora in corso di svolgimento. "Rallenteremo forse il settore della Fasr 1 bis, categorie che si occupano di attività sociali, che non sono le più a rischio, la coperta è quella che è. Credo che nessuno possa contestare l'esigenza di provare a contrastare la variante più pericolosa". L'obiettivo è anche quello di poter aprire presto le porte al vaccino russo "Sputnik", già ampiamente utilizzato in varie zone del mondo. "Spero vada in orbita presto", si augura Bertolaso, parlando dell'approvazione del siero. "Si tratta solo di capire la qualità della fabbricazione del vaccino. Stiamo parlando di una situazione di emergenza: tra l'assistere alla diffusione della variante inglese e all'aumento dei pazienti in terapia intensiva, io sarei per una diffusione di un vaccino sicuro, stando a Lancet, la Bibbia dei medici, e che non risulta abbia ammazzato nessuno".

Diverso, invece, il discorso su Astrazeneca, vaccino le cui somministrazioni hanno ricevuto bruschi ritardi in Lombardia. Ritardi che sarebbero causati da "una strana, ingiustificata campagna informativa per cui alcuni si sono inventati patologie per evitare di vaccinarsi con Astrazeneca".

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