"Ci sono casi di rare trombosi". Ora pure J&J finisce nel mirino

La decisione dell’Ema dopo la segnalazione di quattro casi di trombosi registrati negli Stati Uniti. Da accertare i legami con il vaccino

"Ci sono casi di rare trombosi". Ora pure J&J finisce nel mirino

Vaccino anti-coronavirus ancora al centro dell’attenzione. Dopo quello di Astrazenca ora tocca al farmaco di Janssen (Johnson & Johnson) finire sotto una indagine dell’Ema.

Il Prac, il Comitato di farmacovigilanza dell'Agenzia europea del farmaco, sta studiando quattro eventi tromboembolici, formazione di coaguli di sangue, con conseguente ostruzione di un vaso, che si sono verificati negli Stati Uniti, dove il vaccino di Johnson & Johnson è in utilizzato dallo scorso marzo a seguito di un'autorizzazione all'uso di emergenza.

È quanto riferisce l'ente regolatorio Ue, in una nota in cui fa il punto sui punti principali emersi dalla riunione del Prac che si è conclusa oggi. Gli esperti hanno, così, avviato una revisione del segnale di sicurezza relativo al farmaco J&J, per valutare le segnalazioni di eventi tromboembolici.

Dopo la somministrazione della dose sono stati segnalati, secondo i dati aggiornati riportati oggi nella nota,"4 casi gravi di coaguli di sangue insoliti associati a livelli di piastrine basse", le rare forme di trombosi che sono state osservate anche dopo la vaccinazione effettuata con il farmaco di AstraZeneca. Per quanto riguarda il vaccino Janssen, "un caso si è verificato durante un trial clinico e 3 casi durante il lancio del vaccino negli Stati Uniti. Uno di questi è stato fatale".

Ancora non è chiaro se esiste un nesso causale tra gli eventi tromboembolici e la somministrazione del vaccino di Johnson & Johnson. L’azione del Prac è, quindi, tesa proprio a capire se dovrà essere necessario un'azione normativa che di solito consiste in un aggiornamento delle informazioni sul prodotto. L'Ema si è impegnata a comunicare le conclusioni della valutazione in corso.

Autorizzato nella Ue l'11 marzo scorso, il farmaco non è ancora stato usato in nessuno Stato dell'Unione. A giorni, però, le dosi dovrebbero arrivare anche in Italia. Il vaccino, essendo monodose, non necessita del richiamo. Per questo molti governi confidano in questo farmaco per poter accelerare la campagna di immunizzazione della popolazione.

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