Vaccino, ora spunta il software che "stana" gli indecisi

Saranno i medici di famiglia a dover convincere i 2 milioni di anziani che non hanno ancora aderito alla campagna vaccinale

Vaccino, ora spunta il software che "stana" gli indecisi

Toccherà ai medici di famiglia convincere gli indecisi che non hanno ancora aderito alla campagna vaccinale e che quindi non hanno ricevuto il vaccino. Si stima che siano circa 2 milioni gli anziani non vaccinati fino a questo momento. Sarà sempre compito dei medici di base programmare i richiami dato che la seconda dose di Pfizer può essere somministrata dalle 3 alle 6 settimane di distanza, quella di Moderna dalle 4 alle 6 e di AstraZeneca fino a due mesi. Nessun problema invece per l’unico vaccino monodose, quello della Johnson&Johnson.

Scendono in campo i medici di base

Come riporta La Stampa, dalla struttura commissariale hanno reso noto che da giugno potrà essere implementata la dote di fiale ai medici di famiglia, che fino a questo momento erano stati dotati di poche cartucce. La ripartizione dipenderà comunque dalle varie Regioni. L’argomento è stato trattato anche ieri durante la Conferenza Stato-Regioni, e il Veneto ha guidato le regioni favorevoli a somministrare i richiami anche ai turisti, “cercando di trovare un'uniformità nazionale”, come ha sottolineato Manuela Lanzarin, l'assessora veneta alla Sanità. Non sembra però molto convinto Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza, preoccupato dalla possibilità di organizzare lo scambio di dosi, visto che le piattaforme informatiche regionali non sono molto in comunione. Anche il commissario straordinario, il generale Francesco Figliuolo, è alquanto scettico in proposito.

Sarebbe quindi più appropriato coinvolgere i medici di famiglia che potrebbero organizzare i richiami in modo flessibile prima della partenza estiva o al ritorno del paziente. Pierluigi Bartoletti, vicepresidente vicario della Fimmg, la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, ha precisato: “Siamo pronti a fare la nostra parte ma occorre che ci arrivino le fiale che fino ad oggi le Regioni ci hanno consegnato con il contagocce”. E ha poi tenuto a sottolineare che “per un vaccinando è più facile dialogare con noi per concordare i tempi del richiamo che con un portale che ti fissa la data senza altre possibilità”. La prossima settimana sia la Fimmg, che Cittadinanzattiva, verranno ricevute dal ministro della Salute Roberto Speranza e dal commissario per presentare il nuovo software messo a punto dal consulente dello stesso ministro, Walter Ricciardi. Questo dispositivo dovrebbe aiutare a stanare e vaccinare gli anziani e i fragili che ancora non si sono sottoposti alla vaccinazione. Si parla di circa 2 milioni di soggetti.

Il nuovo software per stanare chi non fa il vaccino

Ieri il premier Mario Draghi si era detto “fiero della sterzata che si è data sulle classi di età dando la priorità ai soggetti più fragili, perché se due mesi fa la classe tra 70-79 anni era la categoria meno vaccinata tra tutte, oggi siamo all'80%”. Ancora 520mila over 80 e 1 milione e mezzo di ultrasettantenni non sono però stati immunizzati. Il nuovo algoritmo è stato creato con la collaborazione di NetMedica Italia, la società informatica della Fimmg e l'Università Politecnica delle Marche. I primi che il software cercherà saranno i soggetti fragili. Inoltre, dialogando con i sistemi regionali darà la possibilità ai medici di base di individuare tra i loro pazienti quali non hanno ancora ricevuto il vaccino. In Campania, questo metodo è già stato sperimentato con successo.

Bartoletti ha spiegato che “il software ci sarà di aiuto ma le Regioni devono smettere di privilegiare gli hub perché siamo noi a conoscere le reali condizioni dei nostri assistiti anziani. Tra i quali c'è chi non è alfabetizzato digitalmente e non riesce a prenotarsi via web, ma molti sono ancora scettici sull'utilità del vaccino e siamo noi a spiegare loro l'importanza dell'immunizzazione e a convincerli”. Un altro problema è quello relativo alle persone che vivono in località remote. In quel caso potrebbe scendere in campo l’esercito per portare le dosi di siero anche a coloro che altrimenti difficilmente si vaccinerebbero. Con il decreto Sostegni bis anche cliniche e strutture sanitarie private avranno la possibilità di somministrare i vaccini.

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