Valle d’Aosta blindata e posti di blocco sulle strade

La regione è in zona arancione con zero decessi ma contagi in crescita. Divieto di entrata ai proprietari di seconde case di altre regioni

Valle d’Aosta blindata e posti di blocco sulle strade

La Valle d’Aosta è blindata con divieto di entrata nei confini regionali di turisti e proprietari di seconde case. La regione si trova in zona arancione anche questa settimana, è infatti stato confermato lo scenario di tipo 2, con trasmissibilità sostenuta ma sistema sanitario gestibile nel breve-medio periodo. Zero i decessi ma contagi in crescita. Ieri i nuovi positivi erano 63, mentre il giorno precedente aveva fatto segnare +37. Secondo i dati del bollettino regionale, il totale arriva così a 8.514 da inizio pandemia. I positivi attuali sono 453, di cui 24 ospedalizzati. Di questi, due nei reparti di terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 427. Il totale dei decessi è stabile a 419.

Divieto di entrare in Valle d'Aosta

Per non rischiare un peggioramento, il presidente della Regione Erik Lavevaz ha deciso di blindare la Valle d’Aosta, mettendo posti di blocco al confine con il Piemonte e controlli rinforzati anche alle frontiere con la Svizzera e la Francia. Quello che si vuole evitare è l’assalto di turisti e proprietari di seconde case nel fine settimana. Nell’ordinanza firmata da Lavevaz c’è proprio il divieto di accesso ai proprietari di seconde case provenienti da altre regioni. Come riportato dal Corriere della Sera, posti di controllo sono stati disposti sia sull’autostrada A5 che sulla strada statale 26.

Invece al Gran San Bernardo, al confine con la Svizzera, e al Monte Bianco, al confine con la Francia, vengono fermate e controllate a campione le vetture che entrano nel nostro Paese.

A coordinare le attività di controllo il questore di Aosta, Ivo Morelli, che ha spiegato: “Confidiamo nel senso di responsabilità di chi non ha necessità di venire in Valle d’Aosta, che deve rimanere a casa, almeno fino a dopo Pasqua”. La zona arancione per la Valle d’Aosta è stata confermata fino a domenica 28 marzo. Il dato che preoccupa di più è quello relativo all’aumento dei contagi, e sembra essere stato proprio questo a portare il presidente della Regione a inasprire le norme. Lavevaz ha anche invitato i cittadini alla prudenza e all’osservanza delle misure da adottare per il contenimento del virus.

A casa il più possibile

Come ribadito nel Report numero 44 della Cabina di Regia di Ministero e Istituto superiore si Sanità, vi è la necessità per la Valle d’Aosta di mantenere la drastica limitazione dei contatti fisici tra i cittadini e degli spostamenti. “È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”. Dai dati del monitoraggio regionale riguardanti la settimana dall’8 al 14 marzo, si vede che la classificazione complessiva di rischio della regione resta moderata, con però una crescita di nuovi positivi e focolai. In rialzo anche il valore dell’Rt a quota 1,42, mentre la settimana precedente era a 1,4. Saliti i casi a 191 ogni 100mila abitanti, mentre la settimana prima erano 74,3.

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