Varese, cinque bulli minacciano un compagno: "Ti veniamo a prendere"

A salvare il giovane, che ha ricevuto le intimidazioni via social, è stato l'intervento della polizia, che si è presentata davanti alla scuola e ha portato i ragazzini in questura. Uno di loro aveva un coltellino

Sono stati denunciati per minacce aggravate. Sono tutti minorenni, con un'età compresa tra i 13 e i 15 anni. È accaduto a Varese, dove la denuncia alla polizia, che ha fermato cinque adolescenti, è arrivata da una mamma residente in città, preoccupata per le intimidazioni arrivate al figlio sui social network. Un atto di bullismo così evidente da dover ricorrere all'intervento delle forze dell'ordine. Secondo quanto ricostruito, infatti, il giovane minacciato temeva una spedizione punitiva all'uscita da scuola da parte del gruppetto, che sui social aveva postato una frase più che eloquente, insieme a emoji che rapprensentavano bombe e coltelli: "Ti veniamo a prendere".

In base a quanto riportato da Il Giorno, le intimidazioni duravano da mesi. Il giovane, probabilmente molto spaventato, ha deciso di aprirsi con i familiari e comunicare ai genitori il disagio e la paura provocati da quelle parole. Due dei cinque fermati, gli stessi che in rete hanno postato la frase intimidatoria, si erano fotografati uno con la maschera di Anonymous e l'altro, a volto scoperto e completamente riconoscibile, con un coltello in mano. Per fermarli, gli agenti, avvertiti dalla madre preoccupata, si sono recati all'appuntamento al termine delle lezioni, dove il "branco" avrebbe dovuto trovare il ragazzo preso di mira, e li hanno portati in questura. Nel corso delle perquisizioni, gli agenti sono riusciti a recupare anche il coltellino di uno dei due, a dimostrazione del fatto che l'arma sarebbe servita a spaventare il ragazzino. Gli altre tre giovani denuncaiti, invece, sarebbero stati chiamati per aumentare il numero del gruppo per la spedizione.

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Commenti
Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mar, 22/10/2019 - 12:37

Spesso la vittima del bullismo, tende a nascondere l’atto di inciviltà che ha subito, per paura di future rappresaglie e per sentimenti di estrema insicurezza. La scuola è la prima vera istituzione sociale, dove gli studenti devono essere incoraggiati a denunciare episodi di bullismo per un pronto intervento di autorità. In tal senso è molto importante la fiducia che i ragazzi devono avere nelle istituzioni, ricordando che la fiducia deve essere meritata. Genitori e istituzioni sono chiamati per primi alla responsabilità che il loro ruolo comporta. I ragazzi chiedono di essere gratificati, ma anche puniti se è necessario. Un comportamento giustamente punito tutela tutti: forti, deboli, bulli e non. I ragazzi chiedono agli adulti di essere adulti responsabili, anche quando questo li danneggia. Un adulto responsabile e coerente, ecco cosa chiedono...(cosa che purtroppo manca spesso sia nelle famiglie che nella scuola)

Ritratto di mina2612

mina2612

Mar, 22/10/2019 - 13:02

Dal momento che i minorenni non sono imputabili, vista la loro giovanissima età, dovrebbero essere i genitori a subire l'onta per non aver saputo educare i loro pargoletti! Tutti, grandi e piccoli, devono rendersi responsabili delle loro azioni.

ziobeppe1951

Mar, 22/10/2019 - 13:42

mina2612...13.02...ma dove vivi!...siamo in itaglia

Italy4ever

Mar, 22/10/2019 - 16:17

Vorrei sapere cosa hanno detto i genitori di questi "bulli". Ai miei tempi (neanche tanto lontani) se solo avessi pensato di comportarmi in questo modo avrei preso una compilation di sberloni, sia da mamma che da papà. Ma ovviamente oggi si parla sempre di "ragazzate" e da grandi diventano delinquenti! Direttamente al riformatorio senza possibilità di appello.

vince50

Mar, 22/10/2019 - 17:06

Non credo si possa fare i bulli se si vive in una famiglia sana.Se cosi non fosse tocca ai genitori dargli una dritta