Il vento dell'Utopia è finito, ora spazio alla politica

La situazione politica sembra immobile, congelata. Il governo continua a realizzare il suo programma rosso-verde nonostante i dissensi interni, le critiche dell'opposizione, il malumore del pubblico. E l'opposizione, che sembrava scatenata quando apparivano possibili le elezioni, sembra ormai rassegnata a contestare punto su punto quello che fa il governo ma non offre una visione alternativa affascinante del futuro. Una cosa tentata nel passato da Renzi e naufragata nel referendum da lui stesso voluto. Poi ritentata di nuovo quando i grillini, sotto la guida di Casaleggio e della sua utopia, hanno tentato una vera rivoluzione politica, dando a una massa immensa della popolazione la possibilità di contestare la classe politica ed intellettuale e di distruggere i pilastri stessi della nostra tradizione parlamentare. Un tentativo che è continuato nel cosiddetto governo giallo-verde, nato dall'incontro dei grillini col movimento nazional-leghista di Salvini, che ha lasciato solo cumuli di macerie ideologiche e di sogni irrealizzabili. Un processo di decomposizione che in qualche modo continua ideologicamente con il governo giallo-rosso di cui simbolicamente sembra ancor far parte Salvini. Ma ormai la spinta ideologica, il progetto utopico si è frantumato, si è spento. Nessuno vi crede più. E cresce la preoccupazione economica e il disinteresse per la politica con gli infiniti vuoti dibattiti sul nulla e, nell'attesa di una crisi, cresce il bisogno di una nuova classe politica e intellettuale, capace di ripensare da capo in modo lucido e razionale quale sia il ruolo del nostro Paese e la struttura di Stato che ci serve in un mondo globalizzato, totalmente dominato da potenze smisurate come gli Usa, la Russia, la Cina e l'India, oltre i monopoli sovranazionali comunicazionali, commerciali e finanziari. Sì, abbiamo bisogno di un nuovo sapere, di veri e propri stati generali che riesaminano razionalmente tutto e facciano un progetto nuovo di nazione e di Stato, che potrà essere concepito e sviluppato solo all'interno di una Europa profondamente riformata, sburocratizzata e trasformata in un stato federale che lasci libere le forze creative ora oppresse.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Dom, 29/12/2019 - 17:57

Tutto vero. Però non bisogna dimenticare che Salvini ha lottato molto per difendere l'Italia dall'invasione afro islamica. E lo vogliono anche incriminare.

Fiorello

Dom, 29/12/2019 - 18:29

Politica, quale politica? “Ovunque il guardo giro immenso dio ti vedo” Parafrasando il verso di Metastasio in riferimento alla politica attuale mi viene da dire “Ovunque il guardo giro …………” meglio non dire quello che vedo.

Ritratto di ateius

ateius

Dom, 29/12/2019 - 19:52

il cambiamento non è solo un bisogno.. è ciò che bussa alle porte della Storia. l’ineluttabile il divenire.- e non sarà certo un governo rappezzato per interessi di parte.. nè un branco di illusi posti a difesa dello status quo e custodi dei propri privilegi.- che lo potrà arrestare.

Luigi Farinelli

Dom, 29/12/2019 - 20:13

Ma è' proprio l'Europa l'Utopia che ci ha smembrato. Poteva essere una confederazione di Stati sovrani, ciascuno con le proprie peculiarità storiche e sociali ma con obiettivi di fondo comuni ma possibili. Invece si è creato un immondo carrozzone babelico e laicista in mano ad élite che se la cantano e se la suonano facendosi beffe non solo dei popoli ma persino del buonsenso, col IV Reich economico che, come i precedenti, ha creato un cumulo di macerie ed ora paga il fio per i disastri combinati. Personalmente, se potessi, andrei contro i palazzi Ue col piccone e con un sacco di sale da spargere sulle rovine, per costruire qualcosa di nuovo che non sia la prospettiva di finire schiavo del globalismo criminale e luciferino perchè così imposto dall'alto. L'Ue è un'utopia, il sovranismo un obiettivo di buonsenso. Una confederazione di stati sovrani auspicabile per la sopravvivenza degli individui senza che diventino galline d'allevamento del regime del pensiero unico globalista.

apostata

Dom, 29/12/2019 - 21:05

Domina come sempre l’ingenua speranza nel miracolo, nell’apparizione improvvisa di “nuova classe politica e intellettuale” che ci salvi. Non tiene conto dei nodi del sistema, delle regole, della burocrazia, della magistratura, dei pesi e contrappesi, di quel che resta della chiesa e dei sindacati, dell’informazione distorta. I “dissensi interni, le critiche dell'opposizione” non valgono. Il governo supererà le tensioni, continuerà perché le elezioni sarebbero eutanasia, perdita di poltrone, consegna del paese ai leghisti. Il referendum di renzi è stato l’ultimo tentativo di recupero di governabilità. Il “disinteresse politico” non esiste, la politica siamo noi stessi, sono le nostre esigenze, le nostre aspirazioni, le nostre vite. L’unica speranza e nella maturazione di un sentire popolare che non ceda alle sirene, ai volgari demagoghi, che sappia scegliere i propri rappresentanti.

kobler

Dom, 29/12/2019 - 23:05

Ah ah ah! Lei non sa quello che dice! Vento di utopia? Avete magiato troppi fagioli! Qui si parla di rompere tabù mafiosi che sono stati imposti in politica. E' appema iniziata

Ritratto di Zizzigo

Zizzigo

Lun, 30/12/2019 - 10:56

Egregio Professore, mi pare che ci sia molta Fantaghirò nella sua disquisizione... ma la forza delle favole, in un mondo reale e stremato all'ecceso, nel quale si vota qualche sprovveduto perché ha promesso "panem et circenses" e qualcun altro fa ciò che vuole, in barba ai sacri doveri istituzionali, sta a zero. La soluzione non si può attendere all'infinito, la soluzione sta tutta da un'altra parte.