"Non c'è posto per gli anziani" Muoiono col Covid in 7 giorni

Dall'inchiesta della procura di Vercelli sulla casa di riposo di piazza Mazzini emergono altri fatti sconcertanti: il 19 marzo, cinque ospiti considerati da codice rosso sono stati respinti dall'ospedale Sant'Andrea, che aveva un solo posto disponibile in Rianimazione già destinato ad un paziente più giovane

"Non c'è posto per gli anziani" Muoiono col Covid in 7 giorni

Sconcertante quanto emerso grazie all'attività investigativa della procura della Repubblica di Vercelli, che in questi giorni sta indagando su quanto accaduto nella casa di riposo di piazza Mazzini, dove da marzo si è registrato un elevato numero di decessi (40) di anziani con sintomi riconducibili al Coronavirus. Fino a questo momento, gli inquirenti si stavano concentrando sulle figure del direttore della struttura, Alberto Cottini, e della direttrice sanitaria, Sara Bouvet, finiti entrambi al centro dell'inchiesta per omicidio colposo plurimo e procurata epidemia.

Mentre si passava al setaccio la storia recente della casa di riposo, è tuttavia venuta a galla, come riporta LaStampa, un'altra scioccante vicenda, che stavolta riguarda l'ospedale Sant'Andrea di Vercelli.

Cinque ospiti della struttura per anziani, gravemente affetti da Covid-19 e bisognosi di cure urgenti, sarebbero invece stati respinti dal nosocomio. Rimandati indietro, sono purtroppo deceduti pochi giorni dopo.

Il tragico fatto risale allo scorso 19 marzo, riferiscono gli inquirenti. Quel giorno la casa di riposo contattò il 118 per richiedere un intervento immediato: alcuni dei suoi ospiti, infatti, avevano la febbre alta e presentavano difficoltà respiratorie. Raggiunta la struttura, il medico dell'ambulanza impiegò poco tempo per riconoscere i sintomi del Coronavirus negli anziani ammalati. Cinque dei pazienti, in particolare, si trovavano in gravi condizioni, con temperatura corporea elevata e saturazione di ossigeno molto bassa, motivo per cui venne disposto il loro urgente trasferimento in ospedale.

Prima di procedere con il trasporto, come da prassi, fu avvisata la struttura ospedaliera, che però negò l'accesso agli anziani. In piena emergenza Coronavirus, l'ospedale aveva infatti un solo posto disponibile nel reparto di Rianimazione e tantissimi pazienti gravi di cui prendersi cura. Per questa ragione, i sanitari furono costretti a prendere una decisione difficilissima e scelsero di non assegnare quel posto ad uno degli ospiti della casa di riposo, per lasciarlo ad un soggetto di età più giovane. A quel punto, il medico del 118 non potè fare altro che contattare la protezione civile per segnalare i casi di Coronavirus nella struttura assistenziale e chiedere aiuto. Malgrado il tempestivo intervento e l'arrivo sul posto di bombole di ossigeno per assistere gli anziani nella respirazione, questi ultimi morirono dopo una settimana di agonia.

Una storia tragica quella riferita dalla procura, che ha cominciato ad indagare sulla casa di riposo dopo le prime segnalazioni. Dai test del tampone faringeo è emerso che ben 44 degli 84 ospiti della struttura sono positivi al Sars-Cov-19, così come alcuni dipendenti.

Al momento le indagini sono ancora in pieno corso. Stando a quanto riferito sino ad ora dagli inquirenti, è stato richiesto l'esame autoptico su almeno altri cinque ospiti deceduti nella casa di riposo. Questo per comprendere se a causare la loro morte sia stato il Coronavirus. I carabinieri Nas di Torino hanno inoltre sequestrato le cartelle cliniche delle 40 vittime, ed acquisito tutta la corrispondenza fra la struttura per anziani e la Asl locale, così da risalire ad eventuali responsabilità.

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