"Vi tolgo l'audio anche da casa": così Lilli Gruber silenzia Scanzi e Cacciari

Dal salotto di casa sua, da dove conduce in smartworking, Lilli Gruber ha silenziato Massimo Cacciari e Andrea Scanzi durante una discussione intensa sui provvedimenti del governo in ambito coronavirus

"Vi tolgo l'audio anche da casa": così Lilli Gruber silenzia Scanzi e Cacciari

Per qualche giorno, Lilli Gruber condurrà Otto e mezzo dal salotto di casa sua. Un membro dello staff della giornalista è positivo al coronavirus e quindi la conduttrice sarà in smartworking. Lilli Gruber sta bene, ha effettuato il tampone e ha dato esito negativo ma il protocollo impone l'isolamento per chi ha avuto contatti con soggetti contagiati. Così ha spiegato la stessa giornalista in apertura di puntata, che anche nella nuova modalità di conduzione ha mantenuto lo stesso piglio e la stessa incisività che da sempre la contraddistingue.

Lo ha dimostrato con Andrea Scanzi e Massimo Cacciari, che si sono scontrati sul tema che, di nuovo, ha completamente catalizzato (o quasi) l'informazione televisiva: il coronavirus. I due viaggiano su due binari diversi, quasi paralleli, e le loro divergenze sono state alla base di una forte discussione partita dalle parole del filosofo: "Non siamo vicini al baratro. Non sono un virologo ma siamo messi infinitamente meglio di sei mesi fa. Ha ragione Conte, non possiamo permetterci nuovi lockdown generalizzati. Non c’è solo il Covid". Parole che hanno fatto scattare Andrea Scanzi, partito all'attacco di Massimo Cacciari ma in piena polemica con il clima generale del Paese. Il giornalista ha da prima sottolineato come qualunque decisione presa dal governo sia in questo momento oggetto di discussione e poi ha affondato il colpo sul filosofo: "Siamo dentro un’emergenza clamorosa: ci sono due figure che le hanno prese tutte, sono Galli e Crisanti. Galli ha detto che bisogno rinunciare al superfluo, Crisanti ha detto che pensare al lockdown a Natale è da ottimisti. Siamo ad un passo da una situazione parecchio pericolosa: mi fido più di Galli e Crisanti che di Cacciari".

I toni del collegamento sono sempre più alti, con Cacciari che difende strenuamente la sua idea: "Non siamo vicini al baratro. Non è vero che siamo ad un passo dal baratro. Ci sono provvedimenti urgenti da prendere, solo in parte sono stati tradotti in fatti: mi riferisco alle terapie intensive, alle assunzioni di medici e infermieri. Il Governo deve fare queste cose, non deve dare consigli. Sarà difficile controllare chi mi viene in casa o quante persone sono sedute ad un tavolo". È a quel punto che Lilli Gruber interviene per sedare gli animi e riportare i due uomini su un piano di discussione civile. Nonostante le difficoltà della situazione, la Gruber non ha perso il suo smalto: "Vi tolgo l'audio anche da casa, è più difficile condurre a distanza, ma chiedo alla regia di farlo".

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