Vietato bocciare: "depenalizzato" il voto in condotta

Oggi l'insufficienza comporta la perdita dell'anno scolastico. Una deputata chiede che la priorità diventi la "rieducazione"

Vietato bocciare: "depenalizzato" il voto in condotta

Approfittando del fiacco interesse del governo per la scuola, interesse limitato alla manutenzione dei controsoffitti (che va fatta, per carità, ma problemi ce ne sarebbe altri e d'altro genere), l'onorevole Milena Santerini ha buttato là una tossica proposta di legge per l'abolizione del voto in condotta. Fiduciosa che tutto preso dai matrimoni omosessuali, lo spezziamo le reni alla Libia e il muso duro con la Merkel, il governo, cioè Renzi, senza nemmeno dargli una occhiata la annetta al capitolo «riforme epocali» spianandole la via parlamentare. Milena Santerini è una Monti's girl che dopo il collasso di Scelta civica è approdata al gruppo parlamentare di Democrazia solidale. Docente all'Università (...)(...) Cattolica del S. Cuore di Milano, si dichiara «esperta dei problemi della scuola, della famiglia, della coesione sociale, del non profit». Forte di quelle competenze propone dunque l'uscita dalle pagelle del voto in condotta che se assegnato con un 5 determina la bocciatura dell'alunno. «Nella giustizia penale - s'erge Santerini - il nostro sistema punta sempre più alla rieducazione del detenuto, e invece con gli studenti abbiamo un sistema che stronca (!) senza pietà». Per questo, perché non la ritiene così rieducativa come possono essere gli anni dietro le sbarre, quelli sì che educano, si batte per la riduzione delle bocciature in genere, cominciando appunto con l'abolizione di quella per cattiva condotta.Perché ce l'abbia tanto con quel voto è presto detto: l'onorevole Santerini è dell'opinione, non certo la sola, che sia dovere civico sradicare dall'insegnamento scolastico ciò che ne rappresenta l'elemento propulsivo: il riconoscimento del merito. Ciò a favore di un egualitarismo a encefalogramma piatto e una didattica che si conformi alla voglia di studiare, di apprendere, dell'ultimo della classe. In tal modo raggiungendo l'obiettivo - democratico e solidale - del «nessuno resti indietro». Una gran vittoria sociale, questo è certo. Ma che necessariamente comporta il «nessuno va avanti» e con nuove generazioni che non vanno avanti non va avanti nemmeno il Paese. Detto in altre parole il «nessuno resti indietro» significa tutti promossi e bisogna ammettere che in tal senso la scuola è sulla buona strada. Un po' per ordine superiore, un po' per «cultura» del corpo insegnante e un po' perché ci mettono la loro i Tar, la bocciatura per difetto di studio è pressoché scomparsa dal panorama scolastico. Ne tiene alto (alto: 0,5 per cento) - ed ecco dove vuole andare a parare l'onorevole Santerini - l'indice delle bocciature per cattiva condotta. Abolita quella, i democratici solidali vedrebbero realizzarsi il sogno dei «todos caballeros», tutti alla conquista del futuro agitando, come lasciapassare, non la propria istruzione, faccenda così discriminante, ma il «pezzo di carta». Andiamo bene.