Violato il coprifuoco in Francia: raffiche di multe ai frontalieri

Molti frontalieri di ritorno dal lavoro nel Principato di Monaco sono stati accusati dalle autorità francesi di aver violato il coprifuoco, che impedisce di spostarsi in auto dalle 22 alle 5 del mattino. Sono così fioccati multe e avvisi

I frontalieri finiscono nel mirino della autorità francesi. Molti, infatti, sono i lavoratori del Principato di Monaco, che la scorsa notte sono stati multati o, nelle migliori delle ipotesi, "avvisati" per aver violato il coprifuoco. Da quando, infatti, è scattata l'emergenza sanitaria Coronavirus anche in Francia, dalle 22 alle 5 del mattino, è vietato circolare in città, se non per giustificati motivi, tra i quali non rientra quello di rincasare in Italia dal lavoro. Il disagio riguarda soprattutto chi opera nel Principato di Monaco e che, per tornare a casa di sera o di notte, è costretto a passare dalla Francia. Parliamo di quei quindici chilometri circa, che rischiano di diventare un incubo.

"Alle 22.15 di ieri - racconta Luca P. - mentre rientravo da Monaco sono stato fermato dalla polizia a Roquebrune (vicino al confine franco italiano di Mentone, ndr). Mi hanno spiegato che in base al coprifuoco che è stato instaurato dal prefetto delle Alpi Marittime, è assolutamente vietato circolare di notte. Le sole eccezioni riguardano i "sapeur pompiers" (l'analogo dei nostri pompieri e dell'assistenza sanitaria, ndr) e le forze dell'ordine. Ieri ci hanno lasciato passare, precisando però che da oggi è prevista un'ammenda di 263 euro". Altri, meno fortunati, sono stati raggiunti da un verbale da 135 euro.

Per i frontalieri è un vero dilemma: da una parte, infatti, c'è il rischio di perdere il lavoro; dall'altra quello di essere multati - tra l'altro è pure previsto un inasprimento delle sanzioni in Francia - o di dover trascorrere la notte in auto o altrove, nel Principato, non potendo rientrare serenamente in Italia. Sul caso è intervenuto anche il segretario dei Frontalieri Autonomi Intemelii, Roberto Parodi: "Ho scritto al consolato italiano di Nizza, all'ambasciata italiana di Monaco e alla Farnesina, per chiedere di intervenire con la Prefettura delle Alpi Marittime e trovare una soluzione. Per Montecarlo (dove è stato istituito lo stesso coprifuoco, ndr) non c'è alcun problema, ma è per tornare in Italia che c'è il rischio di essere multati".

Nel mirino c'è chi lavora negli alberghi (molti sono rimasti aperti come residence), oppure nella manutenzione notturna, nell'assistenza alle famiglie, nella sicurezza e in altri settori. I frontalieri chiedono di poter circolare liberamente per tornare a casa. La Francia, prima ancora che l'Italia, ha usato il pugno duro contro i trasgressori, legittimando il controllo delle strade o de lungomare con i droni.

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