Virus per corrispondenza? I postini sono in allarme

Il Coronavirus sopravviverebbe 9 giorni sulle superfici, ma basta un normale disinfettante per eliminarlo. Intanto i sindacati chiedono più attenzione alle Poste

Nessuno vuole essere contagiato dal virus cinese. Psicosi e paura stendono però il campo a episodi ai limiti della decenza. Il Coronavirus pende come una spada di Damocle sulla testa della razza umana. Mentre, chi è già stato infettato, fa i conti con la vita e la morte. Si denunciano giornalmente casi di negozi cinesi deserti. Di ristoranti etnici vuoti nelle città italiane. Imprenditori che vivono notevoli difficoltà. Perdite di denaro con cali del fatturato che superano in alcuni casi anche il 50%.

Non sono gli unici ad aver paura. E la notizia che il virus potrebbe vivere per ben nove giorni sulle superfici fa altre vittime. Causa della morte: terrore. In modo spietato. E non conta se basta un banale disinfettante per eliminarlo. Ecco così che i sindacati chiedono anche alle Poste Italiane misure contro il contagio. E Alibaba rinuncia alle consegne con i fattorini. Meglio evitare imbarazzanti strette di mano, dicono dall’Oriente. L’allarme Coronavirus, insomma, estende il suo dominio: prima dagli animali alle persone, ora dalle persone alle merci. Nel timore che proprio le merci possano infettare i potenziali clienti.

Si sarebbe scoperto che acciaio, vetro e plastica possono veicolare questo virus nemico dell’uomo. E che anche grasso, sporcizia, umidità riuscirebbero a diffondere la malattia. Ciò è bastato per far drizzare le antenne ai sindacati. Si schierano al fianco di migliaia di postini italiani che con i pacchi ci lavorano ogni santo giorno. Francesco Arcuri (Confsalcom Emilia Romagna) attacca dalle pagine de Quotidiano.net: “Pretendiamo maggiore attenzione per i tantissimi lavoratori a contatto coi pacchi esteri al recapito e alla sportelleria con il pubblico. Attenzione che oggi manca. Pretendiamo piccole e doverose misure come mettere i lavoratori in condizione di lavarsi con detergenti a base di cloro o alcol”. Dotando magari di guanti in lattice e mascherine tutto il personale. Sia dei centri recapito, sia degli uffici ad alta densità di clientela.

Bisogna tornare indietro di anni, esattamente al 2001 e ai cinque morti dopo l’11 settembre a causa di attacchi postali all’antrace, per riscontrare un clima di attenzione così alta nel mondo della corrispondenza. Secondo un report della scorsa settimana degli analisti finanziari di Bernstein, i giganti dell’e-commerce come Alibaba, la rivale Meituan Dianping e la stessa Amazon utilizzeranno le crescenti fobie dei consumatori per spingere al massimo il servizio di consegna con i droni.

Si cerca di evitare a tutti i costi il contatto fisico. L’era del trasporto antisettico è insomma più vicina di quanto si pensi. Non a caso, in queste prime settimane di Coronavirus, Alibaba e Meituan Dianping stanno lanciando un servizio di consegna in luoghi concordati, senza che i fattorini interagiscano con il destinatario. Spirito di adattamento, direbbe Darwin. Ma con tanta, tanta paura in più.

Commenti

Giorgio5819

Gio, 13/02/2020 - 15:19

Sarebbe ora che il ministero della sanità emanasse comunicati esaustivi al riguardo, non leccate di c.lo al business cinese, SEMPLICI , CHIARE E VERE COMUNICAZIONI AI CITTADINI ITALIANI. Se i cinesi sono carenti di prevenzione é giusto che il loro mercato crolli, gli ITALIANI non devono correre rischi per compiacere il regime comunista cinese o i comunisti italioti.

Ritratto di bandog

bandog

Gio, 13/02/2020 - 18:12

un altra scusa per non lavorare...