"Vorrei che lo Stato avesse pagato per salvare mio fratello"

La sorella del contractor: "Sono felice però, pur nel dolore di non aver più rivisto il mio amato fratello, che invece per gli altri tre ragazzi lo Stato si sia mosso nella direzione giusta, come uno Stato dovrebbe fare nei confronti dei suoi cittadini"

Graziella Quattrocchi è la sorella di Fabrizio, il contractor rapito in Iraq nel 2004 e barbaramente ucciso dai suoi carcerieri davanti alle telecamere. Fabrizio è morto da eroe, pronunciando queste parole: "Vi faccio vedere come muore un italiano". E Graziella, con grande dolore, commenta il caso di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti italiane rapite in Siria e, a quanto pare, liberate grazie a un lauto riscatto.

"Come familiare di una vittima e come cittadina italiana avrei voluto che il mio Stato pagasse per riportare a casa sano e salvo mio fratello Fabrizio. Per Fabrizio non è stato pagato nessun riscatto, forse ci si è trovati impreparati, forse non c’è stato il tempo, era il primo caso di rapimenti italiani da parte di terroristi, o forse è stata sottovaluta l’importanza della minaccia? Non so rispondervi su questo. Sono felice però, pur nel dolore di non aver più rivisto il mio amato fratello, che invece per gli altri tre ragazzi, Agliana, Cupertino, Stefio, rapiti insieme a Fabrizio, lo Stato si sia mosso nella direzione giusta, come uno Stato dovrebbe fare nei confronti dei suoi cittadini". Queste le parole di Graziella, rilasciate a Il Tempo.

Poi Graziella invita il governo a parlare di come sta effettuando la lotta al terrorismo islamico: "Evidentemente in questi undici anni non ci sono stati abbastanza interventi e collaborazioni con gli altri Paesi per debellare il terrorismo a livello internazionale. La responsabilità è di tutti noi ovviamente. È cambiato poco e i rapimenti sono continuati. Vorrei anche che il mio governo e tutti i ministri che ci rappresentano spiegassero ai cittadini, alle persone comuni come me con parole chiare e semplici, quello che si sta facendo contro il terrorismo a tutela della nostra sicurezza e soprattutto per il futuro dei nostri figli"