"Nessun depistaggio su Yara". Ma Bossetti non si arrende

La procura di Venezia ha chiesto l'archiviazione del fascicolo aperto dopo la denuncia di Bossetti. "Non è emersa alcuna prova di depistaggio". I difensori del muratore annunciano l'opposizione

"Nessun depistaggio su Yara". Ma Bossetti non si arrende

"Nessuna prova di depistaggio" sul caso di Yara Gambirasio. Per Massimo Bossetti si chiude un altro spiraglio: la procura di Venezia ha infatti chiesto l'archiviazione del fascicolo aperto in seguito alla denuncia presentata dall'ex muratore di Mapello, condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio della tredicenne di Brembate. Secondo la difesa di Bossetti ci sarebbero stati tentativi di depistare eventuali e ulteriori approfondimenti sul caso: una circostanza sulla quale, secondo la procura, "non è emersa alcuna prova".

Sul registro degli indagati, per il reato di frode in processo e depistaggio, erano finiti il presidente della prima sezione penale del tribunale di Bergamo, Giovanni Petillo, e la funzionaria responsabile dell'Ufficio corpi di reato, Laura Epis. Il fascicolo era stato aperto dal procuratore aggiunto Adelchi D'Ippolito, in quanto Venezia è competente per le inchieste che coinvolgono i magistrati bergamaschi. La procura ha però osservato che "non è emersa alcuna prova di un piano orchestrato allo scopo di depistare eventuali nuove indagini difensive, lasciando intenzionalmente deperire il Dna di Ignoto 1". Così, è stato lo stesso magistrato a chiedere al giudice di archiviare le accuse.

Né le verifiche svolte, né i testimoni sentiti avrebbero fatto emergere la prova che da parte degli indagati ci sia mai stata la volontà di distruggere o danneggiare quei 54 campioni di dna estratti dagli slip e dai leggings indossati da Yara. Ovvero, la cosiddetta "prova regina" che ha permesso agli investigatori, dopo anni di complicate indagini, di attribuire quel profilo genetico a Bossetti. La difesa dell'ex muratore, che si è sempre dichiarato innocente, da tempo chiede di poter esaminare i reperti con l'obiettivo di ottenere la revisione del processo. Un rimpallo tra Cassazione e Appello, tuttavia, non ha mai portato a una posizione chiara rispetto alla possibilità o meno di effettuare nuovi test. Il timore dei difensori è che la cattiva conservazione della traccia genetica possa aver cancellato ogni possibilità di dimostrare l'innocenza del loro assistito.

Ora, di fronte all'ultimo sviluppo giudiziario della articolata vicenda, Bossetti ha annunciato che si opporrà alla richiesta di archiviazione. "Acquisiremo gli atti del fascicolo, li studieremo e faremo opposizione all'archiviazione perché per noi il depistaggio è evidente", ha affermato all'Adnkronos l'avvocato Claudio Salvagni che difende, insieme al collega Paolo Camporini, l'ex muratore di Mapello condannato all'ergastolo.

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