Il Csm apre una pratica sulla Procura di Torino

Il Csm apre un fascicolo per verificare se la procura di Torino rifiuta di applicare le nuove leggi sui clandestini, e dagli uffici giudiziari torinesi arriva, indirettamente, una risposta: i processi si fanno sempre e non ci sono fascicoli messi da parte

Roma - Il Csm apre un fascicolo per verificare se la procura di Torino rifiuta di applicare le nuove leggi sui clandestini, e dagli uffici giudiziari torinesi arriva, indirettamente, una risposta: i processi si fanno sempre e non ci sono fascicoli messi da parte. Al centro c'é l'articolo 10 bis, quello che punisce con una sanzione pecuniaria l'ingresso e il soggiorno irregolare nel territorio nazionale. L'apertura della pratica è stata sollecitata da Gianfranco Anedda, consigliere laico di An. Riguarda "soprattutto - dice Anedda - la circolare che il procuratore di Torino aveva inviato dicendo che questo tipo di reato dovesse essere trattato in coda rispetto agli altri procedimenti".

"Sono grato al consigliere Anedda - replica il procuratore, Gian Carlo Caselli - per la richiesta di apertura di un fascicolo. Avrò così modo di dimostrare documentalmente, senza spazi per dubbi di sorta, come il mio ufficio, anche mediante varie circolari, abbia sempre e soltanto operato unicamente al fine di adempiere i suoi doveri istituzionali". La procura guidata da Caselli (che ha anche proposto una questione di legittimità costituzionale dell'articolo 10 bis) ha diramato almeno otto circolari sull'argomento. In un primo momento il procuratore gestiva i casi in cui il clandestino era a piede libero e non vi fossero "ragioni di urgenza" segnalate dalle forze di polizia, mentre i sostituti si occupavano dei detenuti: lo scopo era trattare più velocemente i fascicoli con gli imputati agli arresti. Dal 15 settembre, quando è ripresa la regolare attività del tribunale, i sostituti seguono tutti i procedimenti.

Il procuratore generale, Marcello Maddalena, il 23 settembre, in una lettera al ministero seguita a una interpellanza parlamentare, aveva detto che quelle di Caselli erano disposizioni "ragionevoli" spiegando che "tutti i procedimenti si sono conclusi con la citazione a giudizio degli imputati".

Commenti

Grazie per il tuo commento