Il ct Lippi ricomincia dagli eroi di Berlino

Sud Africa, stasera tocca agli azzurri, in campo contro gli Stati Uniti. Gilardino riparte da titolare, torna Camoranesi. Toni si sfoga: "Vedete tutti in forma tranne me". Confederations Cup: prima giornata, valanga spagnola

Il ct Lippi ricomincia   
dagli eroi di Berlino

Stefano Fiore

Nel giugno di tre anni fa, Stati Uniti significava ben altro. L’Italia era chiamata a chiudere i discorsi di qualificazione agli ottavi del mondiale. Non andò molto bene (1-1, gomitata di De Rossi inclusa), ma era il secondo mattoncino verso il traguardo più prestigioso. Oggi Stati Uniti significa Confederations Cup, manifestazione in cui l’Italia fa il suo debutto da campione del mondo ed è di diritto tra le favorite.

Sono passati tre anni, dicevamo, ma non sembra affatto. I volti sono sempre quelli e se il capitano sarà diverso (Buffon invece di Cannavaro), è solo perché “il titolare” è tormentato da un acciacco. Ma se fai notare al ct la rinnovata presenza dei “tedeschi”, la risposta fa comprendere come fosse preparato sulla questione: «Non mi sembra che Brasile e Spagna abbiano un’età media molto più bassa della nostra». E a proposito del nucleo storico, contrattacca: «Per un campionato forse non sceglierei questi giocatori, per un torneo che dura 30-40 giorni però sono perfetti. Magari non li tengo fino a quando sono in età da villa Argento, ma al prossimo Mondiale con loro faremo meglio di molte altre squadre». Senza rinunciare al fascino della novità: «Di qui a un anno in questo gruppo, che è fantastico, entreranno alcuni under 21».

Ecco: la sensazione è che questa coppa sia molto una prova di quel che sarà nel 2010, piuttosto che un obiettivo attuale. Una prova per il Sud Africa (anche se Lippi lo promuove in pieno: «Una volta sistemato il clima, perfetto»), una prova per la manifestazione stessa: scendono in campo i 9 titoli mondiali di Italia e Brasile certo, ma anche l’imbattibile Spagna. Una prova, infine, per chi nel 2006 non tradì le aspettative. Questione di prestigio e orgoglio.

Ciò di cui parla Gigi Buffon quando dice: «Se va male, tutti a casa», a onor del vero riferito proprio al gruppo storico piuttosto che alla squadra nel suo insieme. Parlando di squadra, le ultime notizie dal campo confermano le indicazioni dei giorni precedenti: la formazione è praticamente fatta. Detto del portierone, la difesa sarà composta da Zambrotta, Legrottaglie (che, come confermato da Lippi, dovrebbe recuperare dall’affaticamento muscolare che lo ha bloccato sabato; ieri si è allenato regolarmente, in caso di forfait è pronto Gamberini), Chiellini e Grosso. A centrocampo De Rossi, Gattuso e Pirlo, dato in gran forma. Davanti Camoranesi e Iaquinta supporteranno Gilardino. La punta viola parte infatti in vantaggio nel ballottaggio con Toni, protagonista ieri di un vero e proprio sfogo: «In nazionale vedete sempre tutti in forma, tranne me. Negli ultimi due anni ho segnato 61 gol: mica pochi».

Gli avversari? Secondo Lippi sono diversi da quel che ricordiamo: «È una squadra preparata fisicamente, da affrontare con grande attenzione. Noi, in ogni caso, siamo pronti e con tanta voglia di fare bene». In nove precedenti gli azzurri sono andati a segno ventinove volte contro le sole tre degli statunitensi, l’impegno sembra tutto meno che impossibile.

Arriva allora l’occasione di parlare delle altre big, in particolare della Spagna che oggi pare quella più in forma. Sentite Lippi: «Gli spagnoli hanno vinto l’europeo solo dopo anni di tentativi e non hanno mai conquistato un mondiale». E se provi a ricordargli che, ora come ora, potrebbero essere presi come punto di riferimento, non si sposta di un millimetro: «Non c’è alcun gap da colmare: siamo noi i campioni del mondo».
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