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Libri e cioccolato, i due piaceri di Zaìni

Il 23 febbraio sarà inaugurato nella boutique di via de Cristoforis della “golosa” azienda milanese il primo Book Club Chocolate, con una serie di appuntamenti con la narrativa accompagnati da cioccolate calde e prodotti di stagione. Un binomio che celebra anche il successo editoriale de “La Fabbrica delle Tuse”, il romanzo che racconta l’epoca d’oro del marchio

Libri e cioccolato, i due piaceri di Zaìni
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Dalla carta al cioccolato, passando per Milano. Il successo editoriale del romanzo La Fabbrica delle Tuse diventa ora il punto di partenza per un progetto che unisce lettura, memoria industriale e ritualità quotidiana. Nel 2026 Zàini Milano e la casa editrice Piemme inaugurano il primo Book Club Chocolate, un format che porta i libri fuori dalle librerie e li colloca negli spazi della storica fabbrica di cioccolato milanese, oggi declinati nelle boutique di viale Piave e via de Cristoforis.

L’idea nasce sulla scia del romanzo di Giacinta Cavagna, pubblicato da Piemme, che ha superato le 19mila copie vendute ed è stato tradotto anche in Francia e Germania. Un risultato non scontato per un libro che racconta, in forma narrativa, la storia della Zàini e della sua comunità di lavoratrici – le “tuse” – attraversando gli anni Quaranta, tra guerra, razionamenti, leggi razziali e bombardamenti su Milano. Al centro, la figura di Olga Zàini, rimasta vedova nel 1938 e chiamata a guidare l’azienda in uno dei momenti più complessi della sua storia.

Da questo immaginario prende forma il nuovo book club, che a partire da febbraio 2026 proporrà sei appuntamenti l’anno. Il primo titolo in calendario è Come Sale sulla Pelle di Anna Pavignano, romanzo scelto per inaugurare, il 23 febbraio, il ciclo di incontri e affidato alla discussione di un gruppo ristretto di lettrici, iscritte tramite i canali social di Piemme. Gli incontri, aperti al pubblico su prenotazione fino a esaurimento posti, si svolgeranno all’ora della merenda, accompagnati da cioccolata calda e prodotti stagionali.

Per ogni appuntamento sarà Piemme a selezionare un romanzo coerente, per temi e atmosfere, con lo spirito del progetto. L’obiettivo non è tanto la presentazione quanto il confronto, in un contesto informale che mescola racconto letterario e esperienza sensoriale. A sottolineare il legame con il libro da cui tutto è partito, Zàini ha realizzato una tavoletta speciale di cioccolato fondente alle violette ispirata alla copertina de La Fabbrica delle Tuse, oltre a un cocktail dedicato, “Tuse”, declinazione floreale del Moscow Mule a base di St Germain.

«Sapere che moltissime persone hanno scelto di leggere la nostra storia ci ha emozionato - spiega Antonella Zàini - così come vedere il libro circolare anche all’estero. Da qui l’idea di proseguire questo dialogo con i lettori, ospitandolo fisicamente nei nostri negozi». Un modo per restituire al libro una dimensione collettiva, e per riportare al centro una storia che intreccia impresa, lavoro femminile e città.

La Zàini nasce nel 1913 in via de Cristoforis a Milano per iniziativa imprenditoriale di Luigi Zaini come “Fabbrica di cioccolato, cacao, caramelle, confetture e affini”. Fin dai primi anni alla produzione si affianca l’importazione di prodotti dolciari inglesi. Presto il “Block”, la tavoletta di cioccolato fondente, diventa un prodotto iconico. La visione innovativa dell’azienda si manifesta non solo nel catalogo ma anche in iniziative di marketing come le figurine di sportivi e personaggi dello spettacolo dipinte a mano, che vanno a ruba.

Nel 1926 l’azienda ha bisogno di spazio e si trasferisce in via Imbonati, sede che nel 1943 viene distrutta ma subito ricostruita da Olga Zaini, che nel frattempo ha preso il posto alla guida dell’azienda del marito Luigi. E’ quello il periodo in cui la Zaina diventa la “fabbrica delle tuse”, anche perché la guerra porta il personale maschile al fronte. Nel 1955 l’azienda passa nelle mani dei figli Vittorio e Pietro, che la fanno esplodere anche grazie al boom economico che diffonde l’uso di regalare scatole di cioccolatini a chi si va a trovare. E’ anche l’era del boero, che riempie i bar italiani e viene spesso utilizzato come “resto” dello scontrino.

Gli ultimi anni dell’azienda, guidata dal 1990 da Luigi, terza generazione, sono quelli del consolidamento dell’azienda in Italia e all’estero, della modernizzazione dei processi produttivi e dell’impegno dell’azienda nelle politiche per le pari opportunità

(quasi un dovere, per chi ha fatto delle “tuse” il suo simbolo) con un progetto “Le Nuove Donne del Cioccolato” intrapreso in Costa d’Avorio per favorire l’imprenditoria femminile, a cui è dedicata una linea di tavolette.

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