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Saffredi, l'anima della Maremma

Presentata l'annata 2023 dell'etichetta simbolo di Fattoria Le Pupille, l'azienda di Elisabetta Geppetti. Si tratta di un rosso che nasce dall'ispirazione dei grandi vini internazionali e che unisce potenza e misura, senza inseguire le tendenze. L'ultima annata sul mercato, frutto di un clima fuori dall'ordinario, è più fine ed elegante ma ha tutta la stoffa per poter durare a lungo

Saffredi, l'anima della Maremma
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C’è una luce particolare che accompagna i vigneti di Pereta, affacciati sul mare della Maremma. Non è solo una questione atmosferica: è un tratto identitario che Fattoria Le Pupille ha trasformato, negli anni, in cifra stilistica. È da qui che nasce Saffredi, il vino simbolo dell’azienda, oggi presentato nella nuova annata 2023, che conferma un percorso iniziato quasi quarant’anni fa e mai davvero interrotto.

Saffredi debutta nel 1987, quando Elisabetta Geppetti decide di misurarsi con i grandi rossi internazionali partendo da una terra che allora aveva ancora molto da dimostrare. Da esperimento ambizioso a bandiera enologica della Maremma, il passo è stato lungo ma coerente. Nel tempo il vino è diventato ambasciatore di uno stile che tiene insieme potenza e misura, senza inseguire mode passeggere. «Saffredi è la mia storia in bottiglia», racconta Geppetti, ricordando come ogni vendemmia sia un capitolo diverso di una narrazione legata al mare, al vento e a un territorio mai addomesticato.

La 2023 è un’annata fuori dall’ordinario. Dopo un inverno regolare, le piogge abbondanti della primavera hanno ricaricato le riserve idriche, favorendo uno sviluppo vegetativo generoso anche nei suoli più poveri. L’estate, asciutta e ventilata, ha poi accompagnato una maturazione lenta e regolare. Il risultato sono vini giocati più sulla finezza che sulla forza, con profili aromatici nitidi, freschezza evidente e tannini già ben integrati. «Un’annata che sorprende per armonia - spiega Ettore Arturo Rizzi, direttore tecnico dal 2019 - slanciata e accessibile oggi, ma costruita per durare».

Saffredi 2023 nasce da Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot coltivati su suoli sabbiosi e tufacei a circa 280 metri di altitudine. La vinificazione avviene in acciaio, seguita da un affinamento di 18 mesi in barrique di rovere francese, nuove per il 70%, e da ulteriori sei mesi in bottiglia. Una produzione limitata a 50 mila bottiglie, figlia di una selezione rigorosa in vigna e in cantina.

Negli ultimi anni, sotto la guida di Rizzi, lo stile del vino ha guadagnato precisione e leggerezza, senza perdere intensità. Saffredi resta profondo, ma oggi appare più arioso, meno muscolare, decisamente contemporaneo. Un’evoluzione misurata, che riflette una visione chiara più che una svolta.

Fattoria Le Pupille conta oggi 85 ettari vitati distribuiti nelle zone più vocate della Maremma ed è guidata da un solido assetto familiare: accanto a Elisabetta Geppetti lavorano i figli Clara, responsabile vendite e marketing, ed Ettore, direttore tecnico.

Oltre a Saffredi, la gamma comprende il Sangiovese Poggio Valente, il Syrah Le Pupille, il rosato RosaMati, il bianco Poggio Argentato, il Petit Manseng Piemme e il Morellino di Scansano, anche in versione Riserva. Tasselli diversi di un mosaico che continua a raccontare, senza enfasi superflue, una Maremma sempre più consapevole del proprio valore.

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