Cultura e società

Bimbi e oggetti sadomaso: Balenciaga travolta dalle polemiche

Bimbi fotografati con in mano peluche vestiti con abiti bondage. Il marchio di moda Balenciaga è stato travolto dalle polemiche, mentre Kim Kardashian annuncia di voler rivedere gli accordi con l'azienda

Bimbi e oggetti sadomaso: Balenciaga travolta dalle polemiche

Una foto che ritrae una bimba con i capelli rossicci mentre tiene in una mano una chinghia legata a un orso bianco, che a sua volta indossa un gilet di pelle sadomaso con un lucchetto al collo. Un'altra che immortala una bambina dai capelli castani con un vestitino blu mentre stringe un peluche che sfoggia un abbigliamento Bdsm simile. Non si placano le polemiche nei confronti del marchio di abbigliamento Balenciaga e della sua recente campagna pubblicitaria che ha indignato il web e sta travolgendo l'azienda, costretta a scusarsi. "Vorremmo affrontare le controversie che circondano le nostre recenti campagne pubblicitarie. Condanniamo fermamente gli abusi sui minori; non è mai stata nostra intenzione includerlo nella nostra narrativa", ha sottolineato Balenciaga, spiegando che le recenti campagne pubblicitarie "riflettono una serie di gravi errori di cui Balenciaga si assume la responsabilità". La nota della società prosegue sottolineando che la decisione presentare bambini con orsetti di peluche vestiti con "abiti ispirati al Bdsm" è stata una "scelta sbagliata" e la "responsabilità di questo è solo di Balenciaga".

Peluche sadomaso, l'azienda travolta dalle critiche

Il brand ha poi spiegato che sta svolgendo indagini interne ed esterne, ma nel frattempo il marchio "revisionerà da vicino" la sua organizzazione, "rafforzando le strutture" delle sue "fasi di convalida" e "gettando le basi al fine di cooperare con organizzazioni specializzate nella protezione dei minori". Il marchio ha fatto marcia indietro dopo che Kim Kardashian ha annunciato l'intenzione di voler "rivalutare" l'accordo che ha con l'azienda da anni. La star ha rotto il silenzio sulla vicenda domenica sera, diversi giorni dopo che i fan avevano iniziato a chiederle di prendere le distanze dalla casa di moda casa fondata nel 1917 dallo stilista spagnolo Cristóbal Balenciaga a San Sebastián, Spagna.

"Sono stata in silenzio negli ultimi giorni, non perché non fossi disgustata e indignata dalle recenti campagne di Balenciaga, ma perché volevo un'opportunità per parlare con il loro team per capire di persona come sia potuto accadere", ha twittato Kardashian. "Come madre di quattro figli, sono stata scossa da quelle immagini inquietanti. La sicurezza dei bambini deve essere tenuta con la massima considerazione e qualsiasi tentativo di normalizzare gli abusi sui minori di qualsiasi tipo non dovrebbe avere posto nella nostra società, punto" ha ribadito l'ex moglie di Kanye West. La star americana ha una lunga storia con Balenciaga, avendo posato per diverse campagne per il marchio e avendo partecipato alla sfilata dello scorso luglio, a Parigi. "Per quanto riguarda il mio futuro con Balenciaga, sto attualmente rivalutando il mio rapporto con il brand, basandolo sulla loro disponibilità ad accettare la responsabilità per qualcosa che non sarebbe mai dovuto accadere - e le azioni che mi aspetto di vederli intraprendere per proteggere i bambini", ha scritto.

La "Cancel culture" contro il marchio di lusso

Migliaia di utenti nell'ultima settimana hanno manifestato il loro disappunto nei confronti delle campagne promozionali del marchio, promuovendo video in cui distruggono e fanno a pezzi gli abiti della casa di moda accompagnati dagli hashtag #BoycottBalenciaga e #CancelBalenciaga. "Smettila di indossare immediatamente Balenciaga", si legge in una didascalia di un video caricato da Chloé Hennessey, che ha totalizzato 1,1 milioni di visualizzazioni su TikTok. Il filmato mostra la nota influencer usare le forbici per tagliare una felpa con cappuccio dal modico costo di 700 euro. Ironia della sorte, il fashion brand è stato uno dei primi a chiuedere il profilo su Twitter dopo l'acquisizione della piattaforma social da parte di Elon Musk. Troppo "libertario" l'approccio e la policy adottata dall'uomo più ricco del mondo che si batte per il free speech e contro la censura online. In fin dei conti è stato un bene: chissà cosa sarebbe accaduto al profilo Twitter di Balenciaga se non fosse stato chiuso prima che scoppiassero le polemiche che stanno travolgendo il marchio...

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