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A cena con Meghan (per beneficenza): ma l'ingresso costa 5mila dollari

Solo dieci fortunati avranno l’onore di cenare con Meghan Markle per una cifra non proprio modica, ma destinata ad aiutare le donne in difficoltà

A cena con Meghan (per beneficenza): ma l'ingresso costa 5mila dollari

Il prossimo 29 novembre Meghan Markle parteciperà a una cena di beneficenza organizzata dal Women’s Fund of Central Indiana e alcuni selezionatissimi ospiti potranno sedersi accanto a lei dopo aver pagato un biglietto non proprio economico. Un tentativo, riuscito solo in parte, di rinnovare un’immagine macchiata dalle critiche e dalle accuse di bullismo e megalomania, dietro a cui potrebbe nascondersi il desiderio, irraggiungibile, di emulare Lady Diana.

Da duchessa capricciosa a donna sensibile e caritatevole

Meghan Markle starebbe cercando di scrollarsi di dosso le etichette di duchessa viziata, perfida, egocentrica che si trascina dietro dai suoi anni trascorsi a Palazzo. Vorrebbe far dimenticare la giovane donna che, lo scorso luglio, avrebbe voluto imporre dei presunti capricci da diva al personale del ristorante di proprietà di Robert De Niro, “Locanda Verde”, a New York. La stessa che si sarebbe addirittura resa colpevole di comportamenti inqualificabili nei confronti del suo staff, quando viveva a corte, tanto da essere accusata di bullismo. La (sempre presunta) vittima della royal family, del “sistema” monarchico.

La beneficenza, l’attivismo su temi complessi e molto sentiti come il femminismo, la difesa delle donne, la lotta per la loro totale emancipazione sarebbero i temi a cui la duchessa di Sussex ha deciso di dedicarsi per diventare una persona nuova agli occhi del mondo. Proprio per portare avanti i suoi progetti e le sue sfide in nome delle donne Meghan parteciperà, il prossimo 29 novembre all’Indianapolis Downtown Marriott, a una cena organizzata dal Women’s Fund of Central Indiana, nell’ambito di una serata dedicata alle donne meno fortunate, dal titolo “The Power of Women. An Evening With Meghan”.

I proventi dell’evento sono destinati alla fondazione, che spiega così la presenza della duchessa di Sussex come ospite d’onore: “Il Women’s Fund è orgoglioso di dare il benvenuto a Indianapolis a Meghan, la duchessa di Sussex. La duchessa è madre femminista e paladina dei diritti umani”. L'evento sarà moderato dal Rabbi Sandy Sasso, prima donna a essere ordinata rabbino dell'Ebraismo ricostruzionista. Ma c’è un piccolo dettaglio: cenare allo stesso tavolo con Meghan costerà 5mila dollari a persona.

Niente video né fotografie

I posti accanto alla duchessa sono pochi. Solo dieci persone avranno la possibilità di trascorrere la serata al suo stesso tavolo. Certo, 5mila dollari non è decisamente una cifra economica, ma è per una buona causa. C’è, poi, un altro requisito indispensabile per prendere parte all’evento: lasciare i telefonini in borsa o in tasca. Infatti saranno vietati video e fotografie, in modo da non disturbare la cena e consentire a Meghan Markle di conversare in tutta tranquillità con gli ospiti, senza i continui flash abbaglianti.

Serate di questo tipo, durante le quali si paga una cifra non indifferente per trascorrere del tempo con una celebrità, magari con un personaggio legato al mondo della filantropia, non sono certo una novità. Si basano sulla curiosità suscitata dall’ospite d’onore e non c’è nulla di male, anzi, favoriscono notevolmente la beneficenza. Tuttavia, nel caso di Meghan, due particolari stonano. Il primo riguarda la sua partecipazione all’evento. La duchessa suscita un interesse enorme, ma non per ciò che fa come attivista, bensì per il suo passato, per la faida con la royal family britannica.

Di sicuro la sua presenza incrementerà i fondi destinati alle donne svantaggiate, vero scopo della serata, ma per la verità Meghan non si è ancora costruita una solida reputazione da filantropa e, a giudicare dai contenuti del suo podcast, le idee ci sono, ma dovrebbero essere trattate in modo più imparziale ed essere basate su una maggiore preparazione. Tra l’altro la duchessa, quando lavorava al servizio della Corona britannica, si sarebbe lamentata di dover stringere mani e fare sorrisi gratis. Non un bel biglietto da visita per una aspirante attivista.

La seconda nota stonata è il divieto di fare foto e video. Lady Diana, a cui forse Meghan vorrebbe ispirarsi, era travolta dai flash e dall’entusiasmo della folla persino quando partecipava agli eventi di beneficenza, ma in apparenza non se ne lamentava. Aveva capito il potere della sua immagine e sapeva di non potersi negare se voleva portare avanti le sue battaglie umanitarie. Doveva mostrarsi e lasciare un ricordo, che fosse uno scatto o una foto. Non era una filantropa-diva, benché fosse la donna più famosa del pianeta e avesse una buona credibilità, conquistata con gli anni, in ambito umanitario.

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