Così i Simpson cedono alle pressioni di Black Lives Matter

I produttori della celebre serie televisiva si erano impegnati sette mesi fa, sull'onda delle proteste di Black Lives Matter, a sostituire i doppiatori bianchi che davano voce ai personaggi di colore

Così i Simpson cedono alle pressioni di Black Lives Matter

Come scrisse tempo fa Renato Franco sulle pagine del Corriere della Sera, la forza dei Simpson è sempre stata l’anarchica, dissacrante, politicamente scorretta, corrosiva, il non fare sconti a nessuno, a partire dal capobranco wasp Homer – inetto come pochi – che era il lasciapassare per ironizzare su tutto e tutti, per fare sarcasmo su stereotipi razziali, religiosi, di genere, di età, di orientamento sessuale, senza essere accusati di pregiudizi. Nel corso degli anni, tuttavia, quell’ironia dissacrante che non faceva sconti a nessuno e faceva arrabbiare tutti ha lasciato il posto all’ideologia del politicamente corretto, annacquando la creatività di una serie che è ormai la copia sbiadita di quella che era un tempo.

Come riporta il Guardian, dopo oltre 30 anni passati a dare voce al dottor Julius Hibbert, l'attore Harry Shearer sarà sostituito dal doppiatore di colore Kevin Michael Richardson: sette mesi fa i produttori di uno degli show più longevi del mondo, infatti, su pressione del movimento Black Lives Matter, si erano impegnati a non far doppiare più personaggi di colore ai bianchi. Ieri la Fox ha confermato che l'episodio andato in onda la scorsa notte negli Stati Uniti, Dairy Queen, sarebbe stato l'ultimo per Shearer. Da domenica, invece, il disastroso e simpatico dottore sarà interpretato da Richardson. Shearer continuerà a dare la voce ad altri personaggi, tra cui il Signor Burns, Smithers, il direttore Skinner, Ned Flanders e e il Reverendo Lovejoy. Shearer è stato la voce di Hibbert dalla seconda stagione de I Simpson, nel 1990. Nei mesi scorsi aveva commentato in maniera negativa la nuova "policy" della celebre serie televisiva animata: "Ho una semplice convinzione a proposito della recitazione, e cioè che il lavoro dell’attore è quello di interpretare qualcuno che non è. Quello è il compito, quella è la descrizione del lavoro. Penso che ci sia una fusione nella rappresentazione, che è una cosa importante. Le persone di ogni estrazione sociale dovrebbero essere rappresentate nella stesura e produzione dell’azienda in modo che possano decidere quali storie raccontare e con quali conoscenze. Ma il mio lavoro è interpretare qualcuno che non sono".

All'inizio dello scorso anno Hank Azari, il doppiatore bianco del mitico Apu, gestore del Jet Market dei Simpson, aveva dichiarato che avrebbe lasciato l'incarico dopo che il suo personaggio era finito nel mirino del politically correct. Controversa nata con la pubblicazione, nel 2017, del documentario "Il problema con Apu", diretto dal comico di origini indiane Hari Kondabolu, che descriveva Apu e il suo doppiatore Azaria come "un uomo bianco che fa l’imitazione di un uomo bianco che prende in giro mio padre". Il documentario, che ha fatto a lungo discutere gli Stati Uniti, racconta l’influenza del personaggio sulle vite di molti attori e comici indiani, e in generale il problema della rappresentazione delle minoranze. A essere offensivo, secondo Kondabolu, è soprattutto il fatto che a doppiare Apu è stato fin dall’inizio Hank Azaria, che ha la colpa di essere bianco. Da quel momento in poi per i produttori dei Simpson Apu è diventato un serio problema, così come gli altri personaggi di colore doppiati da attori bianchi.

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