La cultura in mostra fa Primavera. Del Fai

Sarà la primavera che si è fatta particolarmente attendere, in questo 2010 pieno di neve; sarà la bella giornata di ieri, tiepida e soprattutto asciutta, dopo un venerdì meteorologicamente agitato. Sta di fatto che i milanesi - e i lombardi più in generale - hanno risposto con entusiasmo fin dalle prime ore del mattino alle proposte della «Giornata Fai di Primavera», iniziativa nazionale che quest’anno è diventata maggiorenne, con ben 18 edizioni all’attivo. Lunghe code di persone di ogni età si sono presto formate agli ingressi di edifici storici e monumenti aperti al pubblico per l’occasione, in attesa delle programmate visite guidate, a cura dei giovani «Ciceroni» delle scuole citadine e dei volontari di vari enti e associazioni che si sono messi a disposizione del Fondo Ambiente Italiano per l’intero weekend. Si, perchè le Giornate Fai, in realtà, sono due: così anche oggi, dalle 10 del mattino alle 17.30 (ma è bene informarsi a seconda dei siti che si intendono visitare, in quanto, per esigenze organizzative, orari e modalità di visita potrebbero variare sia pure leggermente: tel. 02-89780115, 24 ore su 24, oppure www.fondoambiente.it e www.giornatafai.it), ci sarà la possibilità di trascorrere qualche ora all’insegna della cultura e, perchè no, del divertimento, se non l’intera giornata per chi scegliesse una gita fuoriporta, andando a curiosare tra stanze e giardini di luoghi solitamente celati agli sguardi privati. Grande soddisfazione è stata manifestata ieri sera, al termine della prima giornata, dal capodelegazione Fai di Milano Silvia Paces: «Sono stati oltre 8500 i visitatori degli undici siti aperti al pubblico in città, dunque una media di oltre 8000 presenze per sito: un successo a tutto tondo, oltre le nostre aspettative, se si tiene anche conto del fatto che i gruppi di ospiti non possono superare le 20/25 unità ciascuno». Quali sono stati i luoghi più gettonati e, in un certo senso, più apprezzati dai milanesi? «La Casa di riposo per Musicisti “Giuseppe Verdi“ di piazza Buonarroti è in cima alla classifica, seguita dalla Biblioteca Braidense di via Brera, ma la partecipazione è stata comunque diffusa, a conferma della validità del messaggio che il Fai si è preposto di trasmettere». Vale a dire? «Il titolo della “due giorni“ milanese è esplicito: “Milano è nuova vita attraverso la tradizione e nuove ristrutturazioni“, come l’ex Manifattura Tabacchi di viale Fulvio Testi (ora sede del Centro sperimentale di cinematografia, ndr) o il parco del Portello, sull’area dell’ex Alfa Romeo. In questo modo, tra luoghi conservati attraverso i secoli ma sempre vitali ed altri in continua evoluzione nel panorama cittadino, si riesce a diffondere la cultura della continuità dei beni storici, che fanno parte della nostra vita e del nostro essere». Soddisfazione anche per le nuove adesioni al Fai (in ogni sito visitabile è a disposizione uno stand per avere informazioni sul Fondo Ambiente Italiano e per raccogliere le iscrizioni), «che confermano come la sensibilità tra i cittadini per in nostro patrimonio culturale sia in costante aumento», ha concluso Silvia Paces. E oggi, appuntamento in due mete davvero speciali: il Grand Hotel et de Milan in via Manzoni 29, per la visita all’appartamento di Giuseppe Verdi, e l’Istituto delle Orsoline di San Carlo, in via Lanzone 53, dove sarà eccezionalmente esposta al pubblico una versione coeva di Leonardo della «Vergine delle Rocce». Le due visite sono riservate agli iscritti Fai ma, anche in questo caso, è possibile aderire sul posto.

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