Cultura e Spettacoli

Metallica, 30 anni fa il Black Album

Il 12 agosto 1991 veniva pubblicato uno più importanti manifesti della storia mondiale del rock

Metallica, 30 anni fa il Black Album

Aeroporto di Mosca Tušino, 28 settembre 1991. Davanti a un milione e mezzo di persone va in scena il Monsters of Rock, che vede esibirsi sul palco il meglio dell’heavy metal mondiale: gli AC/DC, i Pantera, The Black Crowes, E.S.T. E non possono mancare i Metallica. La band è stata fondata 10 anni prima a Los Angeles, il 28 ottobre 1981 da Lars Ulrich, batterista, e James Hetfield, cantante e chitarrista. Nel 1982 il gruppo, completato con Ron McGovney, bassista, e Dave Mustaine, chitarrista, assume il nome Metallica, scelto da Ulrich su suggerimento del suo agente Ron Quintana. Arriveranno in seguito Kirk Hammett, chitarrista, e Robert Trujillo, bassista.

Ma torniamo a quel gigantesco campo di volo a nord ovest di Mosca. Quel 28 settembre 1991 è ancora la capitale dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Ma ancora per poco.

Sul palco del Monsters of Rock salgono i Metallica: l’esibizione di “Enter Sandman”, manifesto della musica metal mondiale, è una trascendentale e animalesca unione tra palco e platea, tra musicisti e pubblico, un libero scatenarsi di energie compresse da troppo tempo. Persino diversi soldati dell’Armata Rossa, presenti sul posto per mantenere l’ordine pubblico, si tolgono giacche e cappelli per lasciarsi andare assieme agli altri giovani spettatori a balli primordiali e istintivi. Un rito di massa primitivo e liberatorio. Un evento che l’Unione Sovietica e la sua austera Capitale non avevano mai neppure immaginato, un terremoto di decibel e di rock, un afflusso di pubblico incredibile, mai registrato né prima né dopo dalla manifestazione Monsters of Rock, un concerto nella top ten dei live rock più seguiti di sempre.

I Metallica erano saliti sul palco moscovita con il viatico del loro album pubblicato dalla Elektra Records il 12 agosto 1991, esattamente trent’anni fa. Copertina nera, un serpente che balza verso l’alto laddove campeggia solo il nome della band stilizzato in perfetto stile metallaro, con la M e la A gigantesche. Un album senza titolo, subito fatto proprio dal pubblico con il nome di “Black Album”, 12 brani che consacrano i ragazzi californiani come paladini di un nuovo rock.

Enter Sandman” affonda le sue radici nella figura fiabesca dell’omino di sabbia o omino del sonno, Sandman appunto, che getta la polverina magica negli occhi dei bambini e li fa addormentare. Un personaggio della tradizione popolare sia anglosassone che germanica. Il testo è una fiaba nera, una reminiscenza ancestrale delle chansons de geste, del ciclo dei Nibelunghi o dell’epica bretone: “Dì le preghiere piccolino/ Non dimenticare, figlio mio/ Di menzionare tutti/ Ti rimbocco le coperte, il calore/ ti mantiene libero dal peccato/ fino a che arriva l’omino di sabbia/ Dormi con un occhio aperto/ stringendo forte il cuscino/ Esce la luce/ Entra la notte/ Prendimi la mano/ verso il paese del sogno/ Sogni di guerra, sogni menzogneri/ Sogni del fuoco del drago/ E di cose che mordono”. Qui alla fine sembra quasi di avvertire gli echi di Jim Morrison e dei testi ispirati al poeta William Blake (1757-1827) e alle “porte” della percezione umana.

Probabilmente, ma qui biblicamente abbandoniamo il mondo alle discussioni, il Black Album dei Metallica rompe gli argini anche e soprattutto “Nothing Else Matters”: “Non conta nient’altro”, una struggente ballata romantica che James Hetfield compose di getto per la sua prima ragazza. Una canzone da innamorato molto intimista che il frontman dei Metallica non aveva intenzione di pubblicare; fu Lars Ulrich a volerla assolutamente nel Black Album. Grazie all’insistenza e alla visione del fondatore dei Metallica abbiamo un gioiello della tradizione delle ballads americane trasportate nel rock. “Così vicino, non importa quanto lontano/ Non potrebbe esserlo molto di più dal cuore/ Fidandosi per sempre di ciò che siamo/ E non conta nient’altro”. E sotto un arpeggio capace di creare un’atmosfera unica sin dalle primissime note.

D.J. Ringo, anima di Virgin Radio nonché divulgatore di culture musicali, è pronto a celebrare il trentennale metallico con gli imminenti palinsesti radiofonici e televisivi (canale 257 del digitale terrestre) che prevedono tra l’altro un’intervista a tutto campo a James Hetfield: “Pur non amando in particolare l’heavy metal, sono un fan dei Metallica soprattutto della produzione degli anni Novanta, dal Black Album a ReLoad per intenderci- dice dj Ringo. Canzoni come ‘Enter Sandman’ vengono ascoltate da molti sportivi professionisti per caricarsi prima di gare importanti, anche se il brano che preferisco è ‘Wherever I May Roam’. Per me il Black Album dei Metallica entra di diritto nella top five del rock mondiale. A quell’epoca sembravano aver detto tutto, poi come un’araba fenice hanno trovato una nuova dimensione e hanno sdoganato una musica di nicchia. Inoltre hanno puntato su loro stessi, il Black Album non ha un titolo, il precedente in questo senso è il White Album dei Beatles nel 1968, tanto per dare un’idea”.

Ma torniamo per un’ultima volta sul campo di volo dell’aeroporto di Mosca Tušino il 28 settembre 1991. L’esibizione dal vivo dei Metallica fu un allunaggio sul morente pianeta sovietico, lo sconvolgimento di qualsiasi ordine costituito, uno dei più dirompenti live rock di sempre. Il 25 dicembre 1991 il presidente Michail Gorbačëv si sarebbe dimesso da guida politica dell’immensa Federazione comunista sovietica. Quella sera stessa la bandiera con la falce e martello ammainata dalle cupole del Cremlino avrebbe sancito la definitiva fine del blocco comunista dei Paesi dell’Europa orientale e il tramonto della stessa ideologia comunista.

Forse il clangore metallico di quei ragazzi americani che si agitavano sul palco di un caldo giorno di settembre oltre a far tremare la terra moscovita aveva anticipato coi suoi decibel il vento nuovo che stava per sferzare il Vecchio Continente. Un vento, tra l’altro, da 25 milioni di copie vendute.

Buon compleanno, immortale anima black del rock mondiale!

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