Michele Mari guida la cinquina delle sorprese

T utti d'accordo su Roderick Duddle di Michele Mari (Einaudi), arrivato in cinquina alla prima votazione con otto preferenze: l'avventura del figlio di una prostituta nella Londra dell'800 ha incantato quasi all'unanimità i Letterati del 52° Campiello e il loro presidente di Giuria Monica Guerritore, riuniti ieri a Padova per selezionare i finalisti del premio letterario di Confindustria. A seguire, i sei voti dati sia a Mauro Corona e alla sua «riserva indiana» (come l'ha definita il giurato Philippe Daverio) de La voce degli uomini freddi (Mondadori), sia alla Morte di un uomo felice del più giovane tra i contendenti, Giorgio Fontana (Sellerio), classe 1981, ovvero l'anno in cui è ambientata la vicenda del suo magistrato cattolico che indaga su una nuova banda armata terrorista.
Sulla coda dei cinque che andranno al voto popolare il 13 settembre alla Fenice c'è stato invece bisogno di altri quattro giri di voti. In ballottaggio sulla punta della lingua dei giurati sono stati Fausta Garavini e le sue Vite di Monsù Desiderio e Aurelio Picca con Un giorno di gioia (entrambi Bompiani), Piersandro Pallavicini con Una commedia italiana (Feltrinelli), Davide Brullo con Rinuncio (Guaraldi), Luciana Capretti e il suo Tevere (Marsilio, titolo tra i preferiti della Guerritore), Giuseppe Sgarbi e Lungo l'argine del tempo (Skira) e Giorgio Falco con La gemella H (Einaudi). Dopo che la Garavini, con la sua ricostruzione gotica della vita dell'oscuro pittore François de Nomé e del suo «doppio» Didier Barra, ha conquistato il quarto posto libero, la battaglia Sgarbi-Falco si è aperta. Alla fine, le memorie tranquille del 93enne esordiente Sgarbi, che «rischiava» di vincere il premio Opera prima - andato a Stefano Valenti per La fabbrica del panico, (Feltrinelli) - hanno ceduto il passo agli ottant'anni di storia, dal Terzo Reich ad oggi, delle gemelle Hinner ossessionate dal denaro, protagoniste del romanzo di Falco.


La lista completa dei titoli presentati ai Letterati rimane segreta fino al giorno della Selezione, per escludere quasiasi manipolazione del risultato finale, ma stavolta, come sempre, tra gli «scartati» ci sono nomi illustrissimi, come Antonio Scurati, Silvia Avallone, Ermanno Rea, Giorgio Montefoschi, Caterina Bonvicini, Pietrangelo Buttafuoco, Gianni Celati, Melania Mazzucco, Valeria Parrella, Antonio Pascale.

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