Quegli esuli istriani costretti a lasciare l'Italia

Prima hanno dovuto lasciare l'Istria, poi persino l'italia. Per la prima volta le loro storie hanno voce grazie al libro di Viviana Facchinetti di cui pubblichiamo alcuni stralci

Quegli esuli istriani costretti a lasciare l'Italia

Protagonisti sconosciuti, dimenticati, denigrati dagli illusi del “sol dell’avvenire”, senza alcuna voglia di apparire e neppure ricordare per decenni. Gli esuli fuggiti dall’Istria, Fiume e Dalmazia alla fine della seconda guerra mondiale, di fronte alle violenze di Tito, sono stati italiani senza protagonismo costretti a disperdersi non solo in Italia, ma in mezzo mondo.
Viviana Facchinetti ha il pregio di raccontare nel suo libro “Protagonisti senza protagonismo” le loro storie con 400 biografie e quasi 300 foto, che fanno rinascere ricordi ed emozioni.

Un’opera di 500 pagine che finalmente, a settembre, dovrebbe venir presentata in una sede istituzionale a Roma. Le testimonianze meno note, ma più importanti, riguardano gli esuli che hanno scelto di non rimanere in Italia, patria matrigna, ma di tentare l’avventura in giro per il mondo.

Edoardo Mazzucca, nato a Dignano in provincia di Pola, che ha scelto il Canada scoprendo dopo “50 anni di domande e di attesa” di essere cittadino italiano. Amedeo Sala, che sulla sua casa fece sventolare per l’ultima volta il tricolore a Zara. Con la moglie Lidia non dimenticherà mai quella domenica di sole, il 28 novembre 1943, quando i bombardieri alleati rasero al suolo la città. “Attraversammo un piccolo parco dove c’era la giostra per i bambini: era stata centrata e dappertutto si vedevano corpicini mutilati” ricorda con orrore nel libro sulla “storia della memoria di Giuliani, Istriani, Fiumani e Dalmati nel mondo”. Sala si trasferì in Australia e collaborò con la Nasa per lo sbarco del primo uomo sulla Luna.

Il sito de il Giornale pubblica le loro storie raccontate anche in video o registrate dalla viva voce dei protagonisti, come le memorie della nipote di una pioniera istriana, prima ancora dell’esodo, arrivata in Sudafrica da Lussino nel primo 900, con due figlie via Trieste, Parigi, Londra, Southampton, Città del Capo.

Una lettura alternativa, ai libri di svago sotto l’ombrellone, per non dimenticare.

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