SAGGISTICA

Ieri, come pendant alla XV Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, si è tenuto a Milano il convegno «Editoria civile, tra denuncia e ricostruzione». Vi hanno partecipato alcune delle case editrici maggiormente coinvolte: Melampo Editore, di cui era presente il direttore Nando Dalla Chiesa, Chiarelettere, presente il patron Lorenzo Fazio (ex RCS, curatore della linea BUR), e Garzanti, con Oliviero Ponte di Pino.
«Siamo stati quasi costretti – ha detto Lorenzo Fazio – a fondare Chiarelettere nel 2007, tanta era la quantità di problematiche civili che non si potevano toccare altrimenti che coi libri, essendo giornali e televisioni sotto l’influenza di potentati economici». Si è poi passati a discutere dei libri che riportano pari pari gli atti giudiziari e del problema delle querele che gli editori ricevono a scopo intimidatorio.
Interessante la distinzione che Grazia Casagrande, curatrice del sito di cultura e spettacolo Wuz.it, ha fatto tra «editori di impegno civile puro» (Chiarelettere, Garzanti, Ponte alle Grazie) e quegli editori che invece si limiterebbero a fare i furbetti e a cavalcare la moda dell’impegno civile (Aliberti, Newton Compton, Fazi). Accanto a questi, ci sarebbero poi gli «editori d’assalto» (Odradek, DeriveApprodi, Datanews, Shake) e gli opportunisti tout court (Mondadori, che dopo Gomorra di Saviano si è limitata a cavalcare la «moda mafiosa», e Rizzoli, che pubblica sia i libri di Beppe Grillo che quelli di Andreotti). Dunque le vere e imparziali inchieste civili l’editoria le fa dalle parti di Gems (che detiene il 49 per cento di Chiarelettere, che a sua volta detiene il 16 per cento del quotidiano il Fatto, nonché il 100 per cento di Garzanti, ed è legato via Messaggerie a Wuz e Ibs) e di Melampo (indipendente, fondata da una cordata di soci entusiasti). Oltretutto, come Stefano Mauri ha detto al Giornale l’ottobre scorso, «Gems non è politicizzato».
Può sembrare strano, già. Però c’è da dire che al convegno (svoltosi in un’affollata sala tappezzata di libri come Berlusconario, Tutte le donne del Presidente, Il grande bluff. Il caso Tremonti) abbiamo ascoltato dalle labbra dei relatori diversi ammiccamenti elettorali: «Ripubblicherei – ha detto Andrea Gentile del blog collettivo Nazione Indiana – il Dizionario del perfetto mafioso di Nando Dalla Chiesa aggiornandolo con la voce “Berlusconi”». «Geronzi, in rappresentanza di Berlusconi, sta prendendo il potere sul Corriere, e sarà difficile fare informazione» ha detto Luisa Sacchi della RCS. «Stamattina – ha detto Dalla Chiesa – grande folla in piazza Duomo. Molti avevano in tasca il Fatto. Grande successo in risposta all’aggressione strisciante alla Giornata per le vittime della Mafia, col Parlamento che vuole cambiarne addirittura la data». E via rammemorando, tra il Patto Dell’Utri-Ciancimino (libro Chiarelettere), sentenze Mills (ancora Chiarelettere) e la voce «severa», quasi di impegno civile, che la Garzantina ha dedicato. A chi? A Berlusconi, ovviamente.

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