"Se tutto è fiction, la verità non serve"

Il suo romanzo è un collage di citazioni pop calate in una vicenda reale. Ma soltanto in apparenza...

"Se tutto è fiction, la verità non serve"

Torino - In questo romanzo c'è Vespa, che ospita lo Scrittore a Porta a Porta, c'è Sgarbi con il quale lo Scrittore litiga (al Salone del Libro...), c'è Antonio Franchini, l'editor che lo segue, c'è D'Orrico che lo recensisce, c'è Sorrentino, con cui lo Scrittore condivide un Manhatttan con mezzo Lexotan dentro... E poi ci sono altri scrittori, giornalisti, mostri sacri, mostri e basta... Il romanzo è C.U.B.A.M.S.C., che sta per Con Una Bomba A Mano Sul Cuore (Mondadori), lo Scrittore protagonista del romanzo è Alessandro Spera, mentre lo scrittore che lo ha scritto si chiama Marco Cubeddu, ha 25 anni, e oggi presenta davvero al Salone del Libro il suo primo romanzo, il cui editor è davvero Franchini, già recensito davvero da D'Orrico sul Corriere.

Un meta-romanzo che parla di un romanzo, scritto da un giovane scrittore che esce da una Scuola di scrittura. Perfetto per il Salone.
«Sì. Ma senza ironia. Non è un romanzo-letterario per i critici, anzi è molto pop. È pieno di citazioni cinematografiche e musicali, ci sono personaggi veri, camuffati, che escono dai romanzi di Nabokov ma anche personaggi della Generazione degli anni '80, da Ken il Guerriero ai comici del Drive In fino a Tarantino. È una storia con dentro tante storie, di certo non è noiosa, questo me lo dico da solo...».

E qual è la storia?
«È la storia dello scrittore Alessandro Spera, un genio, pluriomicida, latitante e innamorato, dalla vita picaresca - ex attore porno, fa il pompiere e frequenta la Scuola Holden - che s'innamora di una donna che non gli dà speranze, la insegue per mezza Europa, poi si arruola nella Legione, diserta, torna in Italia a scrivere un romanzo, “Pornokiller”, che un editor che si chiama Antonio Franchini trasforma in un bestseller... Poi passano gli anni, lei si fidanza con un surfista ma il giorno del matrimonio lui arriva e compie una strage, trucidando gli sposi e gli invitati... Come in Kill Bill. Dieci anni dopo, da un posto segreto, manda al suo avvocato il manoscritto del suo nuovo romanzo, dove racconta la sua versione di come sono andate davvero le cose...».

E il manoscritto s'intitola Con Una Bomba A Mano Sul Cuore. Come il libro scritto da lei, che è andato alla Scuola Holden, che ha come editor Franchini, che per sopravvivere fa il pompiere...
«La vena autobiografica e “realista” non è importante per la forma romanzo... Anche se il mio libro fosse autobiografico al 99%, sarebbe falso al 100%».

Questa è di Nabokov.
«No, mia. Però Nabokov ha scritto che la letteratura non è nata quando qualcuno si è messo a correre nella valle di Neandertal inseguito da un lupo gridando “Al lupo, al lupo!”, ma quando qualcuno si è messo a gridare “Al lupo, al lupo!” senza essere inseguito da nessuno. La letteratura è finzione. Io col mio libro provo a riflettere sul valore della verità nell'arte e nella letteratura».

A proposito di letteratura... Il Salone ha triplicato i visitatori e raddoppiato gli espositori, ma i lettori in Italia diminuiscono.
«Si stampano 200 libri al giorno, non ce n'è bisogno».

E perché del suo sì?
«Non so, non devo dirlo io... Però pensare di scrivere cose che interessino agli altri è un atto arrogante. Chi pubblica i libri, ma anche il critico e il lettore forte, deve tenerla a freno. Non deve avere paura del giudizio, di dire cosa tenere e cosa buttare».

Se continui a vendere libri usa-e-getta la gente prende il vizio...
«Il criterio dovrebbe essere quello della bellezza, ma da noi prevale quello sociale o dell'impegno».

Quali sono i libri brutti?
«Mi disgustano quelli con intento pedagogico, sull'impegno, la crisi, i piagnistei...».

E quelli belli?
«Quelli che raccontano storie belle, scritte bene: Piperno, Mari, Littell, Franzen...».

La quarta di copertina dice che lei è uno scrittore dissacrante. Che significa?
«Proprio questo. Dire che il sistema culturale italiano non mi piace per niente, anzi è pericoloso. Lo spazio delle cose belle è soffocato da un marasma di cose brutte ritenute “importanti”... Anche se dei segnali in senso contrario ci sono. A esempio la serie tv di Romanzo criminale. Quante “piovre”, “complotti”, “mafie” avevamo già visto? Eppure quella è una serie “nuova”, bella: piace agli intellettuali e ai ragazzini di borgata... In Italia mancano cose come i film di Tarantino, che piacciono ai cinefili dei Cahiers e ai ragazzi-pop corn. Come Ocean's Eleven».

Per fare buon intrattenimento bisogna passare dalla Holden?
«Anche, perché no? In America le scuole di scrittura sono nelle Università, da noi le snobbano. Siamo un Paese convinto che l'artista sia un asceta ispirato, che “sente le cose”, soffre... Cazzate. Lo scrittore è uno che lavora. Le scuole di scrittura non ti fanno diventare Nabokov, ma forse ti fanno scrivere come Carver, cioè: secondo la sua tecnica...».

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