Pier Augusto Stagi
da Cremona
«Un minuto e nove secondi di ritardo da Ivan Basso dopo il cronoprologo e la cronosquadre? Se me lavessero detto alla vigilia, ci avrei fatto la firma». Missione compiuta quindi per Cunego. «Lo sapevano anche i muri che questa non era una prova adatta ai miei mezzi. Se guardo i miei avversari diretti, un minuto ci sta eccome. Cosa posso dire? È passato un altro giorno delicato. Abbiamo messo alle spalle anche questa tappa. Per me il Giro comincia adesso».
Damiano fa il punto con Martinelli, il tecnico della Lampre-Fondital, che si dice moderatamente soddisfatto, da inguaribile perfezionista quale è. «Abbiamo fatto una buonissima prova e siamo sereni. Non posso dire di essere contento, perché per essere contento avremmo dovuto perdere non più di venti secondi, ma bisogna essere anche realisti: Csc, T-Mobile e Discovery erano di gran lunga più attrezzate di noi per questo tipo di prova. Siamo solo mancati un pochino tra il 20° e il 25° chilometro: lì abbiamo subito una leggera flessione, poi ci siamo ripresi molto bene».
Cunego ha il volto disteso e sorridente di chi sa che ha fatto le cose per bene, e soprattutto sente che la condizione sta migliorando. «Per quanto mi riguarda, il Giro comincia oggi (ieri per chi legge, ndr). Ora bisogna essere forti e io sento di poterlo essere. Sabato e domenica ci saranno due tappe molto impegnative: Saltara e la Maielletta sono banchi di prova molto impegnativi. Ho visto Di Luca andare molto forte, sicuramente proverà a fare qualcosa, ma non starò a guardare: voglio guadagnare qualcosa».
Cunego: «Vado piano, ma andrò ben lontano»
«La crono non è la mia gara: ho limitato i danni. Punto tutto sulle montagne per bissare il 2004»
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