Dai tatuaggi alle scimmie: i quesiti assurdi dei cittadini ai consolati

Dovrebbero occuparsi di cittadini in pericolo. Sono costretti a rispondere anche a domande su dieta e animali

Lavorare in un consolato non ha più un granché di affascinante. Almeno stando a quello che racconta il Foreign Office inglese. Gli uomini di Sua Maestà dovrebbero passare le loro giornate ad aiutare i cittadini all'estero in difficoltà. Bene, fanno tutt'altro.

Spiegano - costretti - agli inglesi all'estero come difendersi da una scimmia. Sono obbligati a tradurre frasi in lingua locale perché un concittadino vuole farsi un tatuaggio. O a spiegare a un inglese innamorato che controllare le credenziali di una donna conosciuta in aereo non è proprio facile da fare.

Il volonteroso personale dei consolati britannici - spiega Mark Simmonds, sottosegretario per gli Affari consolari - riceve "oltre un milione di richieste ogni anno. La gente deve capire che non possiamo aiutarla in tutto quando si trova all’estero. La nostra piorità è aiutare quelli che hanno veri problemi".

Tra gli assurdi a cui il personale consolare ha dovuto rispondere, anche la richiesta di una donna, a Tel Aviv, che chiedeva di fare pressione perché il marito si mettesse a dieta. Per la disperazione, a Malaga hanno preso una decisione drastica e allestito un centro per tutte le domande che non riguardano direttamente l'attività consolare.

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