De Gregori è la star di quel che resta della Festa dell'Unità

La kermesse al Palasharp è molto ridimensionata sia per durata che per numero di ristoranti e stand allestiti

Un tempo era la Festa dell'Unità, adesso è diventata la festa delle liti. Ridimensionata per durata e spazi, plasmata sulle esigenze delle fasi congressuali, al palasharp arriva la kermesse più condizionata della storia del Pd. Venti giorni (una settimana in meno dello scorso anno), tre ristoranti (Valtellina, Sapori di mare e il Tibetano) al posto di cinque (non ci saranno più il Porcino e il Trulli e Navigli), nessun titolo. A farla da padrone è, invece, il futuro prossimo del partito, chiamato ad esprimersi attraverso le primarie sulla nuova leadership, che riverserà nella festa che partirà giovedì nell'area di viale Natta e Palasharp, varie personalità politiche sostenitrici delle diverse mozioni, i candidati stessi, ma anche appartenenti ad altre fedi politiche.
Ci saranno allora Pierluigi Bersani (l'11), Ignazio Marino (il 13) e Dario Franceschini (il 18); interverranno Rosy Bindi, Piero Fassino, Ermete Realacci, Cesare Damiano, Walter Veltroni, Giuseppe Fioroni, Anna Finocchiaro e Gugliemo Epifani. Confermati gli appuntamenti in libreria e quelli del Fuori Orario Caffè delle donne.
Al di là della politica, che resta comunque la padrona di casa, un ampio cartellone di eventi garantirà l'intrattenimento di chi ancora vorrà approfittare dello scampolo d'estate per divertirsi: con la musica soprattutto (scelta guardando soprattutto ai più giovani), senza dimenticare il teatro e gli angoli dedicati ai più piccoli. Per chi ama andare sul sicuro, la tradizione si chiama Francesco De Gregori. Il mostro sacro della musica italiana sarà di scena al Palasharp sabato 12, preceduto di un giorno dall'estroso Tonino Carotone e seguito a stretto giro di boa (mercoledì 16) dall'idolo delle teenager Marco Carta.