Debiti Pa, passa il decreto. Ance: è primo passo ma non basta

Per il decreto sui pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione manca solo il sì del Senato. Ma i costruttori lanciano l'allarme sulla carenza di risorse disponibili

Debiti Pa, passa il decreto. Ance: è primo passo ma non basta

Mentre l'Aula della Camera approva con 450 sì il decreto sui pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione, un provvedimento che punta a sbloccare 40 miliardi di euro per dare respiro alle imprese e iniettare liquidità nell'economia, l’Ance lancia l’allarme sulla carenza di risorse disponibili rispetto alle esigenze delle imprese edili creditrici.

“Con questo decreto - ha affermato Paolo Buzzetti, presidente dell'Ance - si comincia a pagare. Per noi non ci sono problemi procedurali, c’è qualche ritardo ma è normale e fisiologico, quello che non va bene è che non si prevede il pagamento di tutti i 20 miliardi. Adesso - ha continuato Buzzetti - sono previsti soltanto una prima trance di 7, 5 mld nel corso del 2013 ma nel 2014 non è previsto nessun pagamento per quanto riguarda le costruzioni e le imprese edili”. In base ad uno studio dell'associazione presentato oggi a Roma “rimangono non pagati 12 miliardi di euro di crediti delle imprese nel settore costruzioni”. Dei 19 miliardi totali 12 sono a livello locale mentre 7 in capo allo Stato.

Per superare questa situazione in cui i ritardi nei pagamenti toccano punte di tre anni l'Ance chiede di prevedere il pagamento di tutti i debiti pregressi, modificare il patto di stabilità interno e sfruttare ogni flessibilità concessa dall'Europa per escludere dal patto gli investimenti per la messa in sicurezza delle scuole e del territorio. “Chiediamo – ha concluso Buzzetti - che ci sia un pagamento progressivo perché pagare complessivamente tutti gli arretrati produrrà in tutti i settori industriale un 1% in più del Pil”. Dopo l’approvazione di questa mattina con 450 sì e 107 astenuti ora il Ddl passerà all'esame del Senato con tempi più stringenti per le operazioni di pagamento e l'impegno, affidato alla prossima legge di stabilità, a individuare "operazioni finanziarie finalizzate all'estinzione di debiti certi, liquidi ed esigibili delle amministrazioni pubbliche".

Sul fronte delle operazioni di pagamento il provvedimento esce da Montecitorio con termini perentori fissati per Comuni e Province (un mese dall'erogazione degli anticipi da parte del Tesoro) e la precisazione che anche le società “in house” devono far arrivare ai fornitori i pagamenti incassati dalle amministrazioni di riferimento. Perimetro più ampio anche per la pratica della compensazione tra crediti e debiti tributari e contributivi. Grazie alla certificazione con “datazione del pagamento” il credito potrà essere accettato per compensare i ruoli emessi fino al 31 dicembre (e non fino al 30 aprile, come indicato nel testo varato dall'esecutivo).

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