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Askatasuna aspetta rinforzi dalla Francia, tensione a Torino

Oggi il corteo dopo lo sgombero, l'allerta della questura. E i Carc mettono Meloni a testa in giù

Askatasuna aspetta rinforzi dalla Francia, tensione a Torino
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Prove di guerra urbana. Oggi Torino sarà militarizzata per il corteo di solidarietà con Askatasuna. Tra le sigle antagoniste - decine - i centri sociali, no Tav e il mondo islamista e pro Pal, cresce il timore che la città possa trasformarsi in teatro di scontri. A sfilare saranno circa duecento realtà. I Carc, per annunciare la propria adesione, hanno diffuso un volantino dai toni espliciti: "Torino è partigiana, cacciare il governo Meloni", si legge. Nel manifesto, la premier viene raffigurata a testa in giù. I Carc, in un comunicato, accusano anche Il Giornale. La questura è al lavoro da giorni con azioni preventive, tra avvisi orali e fogli di via. I cortei saranno tre, destinati a ricongiungersi in piazza Vittorio, e non in piazza Castello. I fari sono puntati anche sulle arterie di collegamento con il Frejus e con Monginevro: c'è il timore che la manifestazione possa essere infiltrata da antagonisti provenienti dall'estero, trasformandosi in una sorta di G8 di Genova per niente in miniatura. Ma anche le stazioni ferroviarie e l'aeroporto saranno presidiati. La prefettura, alla luce di quanto accaduto in manifestazioni recenti, ha adottato due provvedimenti urgenti. Uno vieta la "somministrazione da asporto e detenzione di bevande in contenitori di vetro" o simili, l'altro nega la possibilità di "detenere oggetti e materiali idonei all'occultamento del viso, nonché fumogeni e materiale esplodente di qualunque natura". In queste settimane, sui social, era emerso un vero e proprio "kit" per prepararsi agli scontri con le forze dell'ordine. Tra i possibili obiettivi dei manifestanti, in caso di deviazione dal percorso concordato con le autorità, anche la sede di Fratelli d'Italia al quartiere Barriera di Milano. Quella sezione, negli ultimi anni, è stata più volte presa di mira. Tra le fila di Osa e Cambiare rotta, poi, ha trovato spazio anche l'Api, l'associazione di Mohammad Hannoun, ora in carcere per aver finanziato Hamas. Anche Brahim Baya, imam torinese che ha attaccato più volte Il Giornale, ha diffuso sui social un volantino di adesione dei pro Pal al corteo. È annunciata anche la partecipazione di Marco Grimaldi, deputato di Avs. E proprio attorno alla scelta del partito guidato da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni ruota la partita di Stefano Lo Russo, sindaco del capoluogo piemontese. Fratelli d'Italia ha presentato una mozione di sfiducia contro Jacopo Rosatelli, assessore di Avs. "La sua presenza alla prima manifestazione pro Askatasuna è stata inopportuna", dice Ferrante De Benedectis, consigliere comunale meloniano. Il Pd, che regge la maggioranza di Lo Russo, è contrario alla partecipazione delle forze di centrosinistra al corteo. Insomma, il primo cittadino si sta giocando la poltrona. L'Università di Torino, intanto, è stata occupata dagli antagonisti. Le attività didattiche sono state sospese. Il fatto che l'azione sia avvenuta in sincrono con la manifestazione insospettisce: "La usano come ostello per i militanti dei centri sociali che arrivano da fuori città", spiega una fonte di centrodestra. Il ministro dell'Università Anna Maria Bernini ha definito "inaccettabile" l'occupazione della sede.

Laura Ramaciotti, presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane, ha ringraziato il ministro "per le parole di attenzione e di vicinanza al sistema degli atenei". L'allerta, in città, è altissima. Alcuni negozi hanno deciso di non alzare le serrande.

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