Derby Seedorf si leva il sassolino dalle scarpe: «Colpa mia? Macché»

Al Milan è cominciata la stagione dei veleni. Non era mai successo che un calciatore, senza avvertire la società e tanto meno l’ufficio stampa, decidesse di rispondere in pubblico alle critiche severe ricevute a margine del derby. È successo ieri e probabilmente l’episodio non passerà inosservato. Non siamo ancora al «tutti contro tutti» ma su una china molto pericolosa. Infatti dopo la ricostruzione, attendibilissima, di Gattuso, pubblicata dal Giornale, ieri è seguita l’iniziativa singolare di Clarence Seedorf. Attraverso il suo ufficio stampa (già, ne possiede uno proprio come Silvio Berlusconi che forse ha qualche impegno più importante e pubblico da assolvere) ha convocato negli uffici in zona corso Sempione un paio di tv e alcuni eletti della carta stampata, per rifilare la propria versione dei fatti e per esprimere tutta la sua rabbia. «Mi sento preso di mira e ferito nella mia professionalità, da due anni a questa parte dura tale clima contro di me» è stato lo sfogo di Clarence Seedorf che ha contestato, nel merito, un solo dettaglio. Non aveva ai piedi le ciabatte come ha riferito qualche giornale, ma le scarpe di ginnastica, come correttamente raccontato dal Giornale, lunedì mattina. «In un primo momento era stato allertato Ambrosini, io invece, di mia iniziativa, appena ho visto lo 0 a 2, sono andato a scaldarmi nel tunnel perché i fisioterapisti mi hanno prescritto un meticoloso riscaldamento dopo l’infortunio avuto 40 giorni prima» la versione di Seedorf. E la maglietta bianca indossata? «Perché è più fresca» la risposta che non gli possiamo lasciar passare. La racconti al suo ufficio stampa, se vuole. Infine una garanzia sulla tenuta dello spogliatoio. «Le polemiche ci compattano» l’idea di Seedorf. Voci di dentro escludono provvedimenti classici come la multa: forse serve una «lavata di capo». Di sicuro, oggi a Milanello, Galliani si farà sentire anche con Leonardo.

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